12 Sep, 2026 - 16:50

Il consigliere comunale Claudio Batini sul progetto Stadio-Clinica: "Colpevole ritardo della Regione"

Il consigliere comunale Claudio Batini sul progetto Stadio-Clinica: "Colpevole ritardo della Regione"

Per il consigliere comunale Claudio Batini, dell'associazione 'Amici di Bandecchi', non ci sono dubbi: su Stadio-Clinica il ritardo è da imputare esclusivamente alla Regione Umbria. L'impasse, come è noto, si è sbloccata proprio in questi giorni con la procedura che è tornata sul tavolo di Palazzo Spada dopo un lungo scontro istituzionale. Il Comune di Terni ha rinunciato al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dello scorso mese di marzo spingendo così gli ufficili regionali a completare l'adempimento tecnico relativo alla conformità della programmazione sanitaria, dando il via libera ufficiale alla prosecuzione del progetto per la realizzazione della struttura privata.

Ma lo scontro politico, mai sopito del resto, rimane centrale e ha nuovamente polarizzato gli schieramenti. Da un lato l'amministrazione Proietti che ha parlato di un "percorso riportato sui binari della legalità e legittimità", così si legge nella nota sulla questione. Dall'altro il sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi che, dai suoi canali social, ha rinvendicato il risultato raggiunto: "Abbiamo vinto questa partita 7 a 1". 

Il consigliere Batini: "Il ricatto di Perugia e la menzogna dell'opposizione"

Netta la posizione di Claudio Batini, che con toni duri accusa la Regione di aver adottato un atteggiamento fortemente penalizzante per Terni. "Hanno trovato la filastrocca di rito - dice facendo riferimento alla Giunta regionale -: 'Se Bandecchi avesse ritirato prima il ricorso, la Regione avrebbe sbloccato subito lo Stadio-Clinica'. Questa non è solo una menzogna sfacciata, ma il modo più goffo e maldestro per giustificare l'ingiustificabile".

Il consigliere comunale Claudio Batini

Per Batini l'amministrazione Proietti si sarebbe lanciata in acrobazie ardite, tirando in ballo aspetti tecnici che avrebbero puntato a creare disorientamento allungando le tempistiche dell'iter. "Mi sarei aspettato - aggiunge - un briciolo di intelligenza tattica da chi decide di scalare montagne così ripide, dove il rischio di cadere all'indietro e rompersi l'osso del collo politico è matematico. E invece assistiamo alla solita classe politica che, da Terni a Perugia, sa fare una sola cosa: schierarsi in modo cieco, ingiustificato e pavido dietro l'arroganza di palazzo, sperando che i tecnicismi confondano i cittadini".

"La presidente Proietti ha tenuto in ostaggio un'intera città"

La vicenda Stadio-Clinica è da tempo al centro del dibattito politico. Tra botta e risposta infuocati, confronti che lo sono stati altrettanto, carte, cavilli burocratici, tribunali e paletti, la battaglia è stata serrata.

Da Palazzo Donini hanno sempre tenuto il punto, richiamandosi alla correttezza delle procedure e ai principi amministrativi ma, sintetizza Batini: "Non era un normale confronto amministrativo. È stato un vero e proprio ricatto istituzionale, una ripicca politica della Regione e della presidente Proietti, che ha tenuto in ostaggio un'intera città per difendere equilibri di bottega".

Batini contro il "ritardo colpevole" della Regione su Stadio-Clinica

Il sindaco Bandecchi ha accolto il nuovo decisivo capitolo di Stadio-Clinica come una vittoria inconfutabile puntando il dito contro chiunque abbia tentato di far fallire l'ambizioso progetto. "Bandecchi, questa amministrazione e il sottoscritto non ci siamo piegati e non ci piegheremo mai a questi ricatti - ricorda su questo il consigliere Batini -. Chi ha calpestato lo sviluppo del territorio oggi dovrebbe solo vergognarsi e tacere. Invece provano a farci la morale, cercando di dare la colpa a chi ha semplicemente battuto i pugni sul tavolo pretendendo il rispetto della legge".

"La verità è una sola - conclude -: la Regione ha firmato una resa incondizionata, arrivata con un ritardo colpevole che ha causato danni enormi alla città e allo sport ternano. Il resto sono solo scuse puerili e l'arroganza residua di un potere che in Umbria è già svanito".

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