14 Sep, 2026 - 20:30

Terni, il nodo energia al centro del confronto su Ast. Cardinali: "Necessario trovare una risposta nell'immediato"

Terni, il nodo energia al centro del confronto su Ast. Cardinali: "Necessario trovare una risposta nell'immediato"

Nei giorni scorsi dall'ad di Ast, Dimitri Menecali, ha lanciato l'allarme sul caro energia. Un costo divenuto ormai insostenibile che si scontra con un mercato europeo caratterizzato da forti squilibri dove Terni e la siderurgia italiana tutta, pagano un prezzo più caro, questo spiega l'azienda. Parole che destano preoccupazione e su cui da Viale Brin chiedono un intervento affinché "un'impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti". Sulla questione è intervenuto anche l'assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali.

Cardinali: "Costo energia questione che non può essere sottovalutata"

Quella del costo dell'energia, dice l'assessore, è "una questione che non può essere sottovalutata". Un tema che riguarda sia l'intero sistema manufatturiero italiano che l'impianto ternano su cui "come amministrazione comunale abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte". Cardinali cita l'Accordo di Programma "sostenuto con convizione" dalla Giunta Bandecchi che ha portato a risultati tangibili sul fronte ambientale e industriale. Di pari passo, spiega, è andata la questione energetica. "Il sindaco Stefano Bandecchi - ricorda - è stato tra i primi a porre con forza la necessità che Terni torni a beneficiare direttamente della straordinaria ricchezza idroelettrica prodotta dal proprio territorio, recuperando il legame storico tra energia e industria e valutando anche la possibilità di incrementare la produzione attraverso nuove soluzioni, comprese le mini-turbine". Il riferimento è alla vicina Centrale di Galleto ma il nodo rimane la tempistica perché la scadenza della concessione di utilizzo attualmente in capo ad Enel, come è noto, avverrà nel 2029 "e mancano ancora anni - incalza l'assessore -, ammesso che nel frattempo non intervengano ulteriori proroghe".

L'assessore: "Ast non può aspettare il 2029"

Tempistiche che Cardinali ritiene inconciliabili con la situazione contingente: "AST non può aspettare il 2029 e Terni non può permettersi di aspettare il 2029. Per questo condivido il richiamo dell’ingegner Menecali: nell'immediato il problema deve trovare una risposta nazionale e, ancora meglio, europea. Non è pensabile chiedere alle nostre imprese di competere nello stesso mercato europeo quando acquistano una delle principali materie prime, l’energia, a condizioni enormemente diverse rispetto ai concorrenti".

Il nodo, come già sottolineato da Viale Brin, non è concedere condizioni di favore ad Ast, "ma garantire parità di condizioni competitive. Se l’Europa vuole davvero conservare una propria industria manifatturiera e accompagnarla nella transizione ecologica - incalza Cardinali -, deve impedire che il costo dell’energia determini la progressiva desertificazione industriale. Difendere AST significa difendere migliaia di posti di lavoro, l’economia di Terni e dell’Umbria e un patrimonio industriale strategico per l’intero Paese. Su questo non possono esserci divisioni politiche: serve una battaglia comune di Terni, dell’Umbria e dell’Italia in Europa".

Batini: "Le imprese e gli operai vivono oggi non tra cinque anni"

Anche il consigliere comunale Claudio Batini, dell'associazione 'Amici di Bandecchi', mette in guardia sui tempi "Il tanto celebrato Accordo di programma - sostiene - si sta rivelando per ciò che è: un'intesa i cui effetti concreti non si vedranno prima del 2029. Le imprese e gli operai vivono oggi, pagano le bollette oggi e rischiano il posto di lavoro oggi, non tra cinque anni". A ciò, afferma, "si aggiungerà presto la stangata del caro rifiuti legata al nuovo piano regionale: un altro aggravio che la proprietà non ignorerà e che peserà come un macigno sul futuro delle nostre acciaierie". E punta il dito contro Regione e governo nazionale accusati di immobilismo rispetto alla "drammatica realtà dei fatti". 

"Siamo di fronte - prosegue - a una gestione politica regionale e nazionale incosciente e irresponsabile, totalmente slegata dalla vita reale del distretto ternano. Chi governa la Regione deve smetterla con i trionfalismi di facciata e andare a pretendere dal Governo tariffe competitive immediate e strumenti reali per la tutela dell'area a caldo, prima che l'emorragia occupazionale diventi irreversibile".

Verdecchia: "Serve una città unita"

Dai banchi dell'opposizione, il consigliere Guido Verdecchia ha annunciato di aver depositato un'interrogazione urgente in Giunta chiedendo "un'azione istituzionale unificata per il rispetto dell'Accordo di Programma". 

"L'appello lanciato ieri dai vertici del Gruppo Arvedi AST - afferma - non deve  essere letto come una minaccia, ma come un forte richiamo alla realtà rivolto all'intera classe dirigente umbra e nazionale. Di fronte al rischio di ricadute sull'occupazione e sulla continuità del  polo siderurgico a causa dell'insostenibilità dei costi energetici, la risposta delle Istituzioni non può essere la divisione".

"In  questo momento - dice - la città di Terni non ha bisogno di cercare colpevoli, ma di trovare soluzioni rapide ed efficaci per tutelare i 2.300 lavoratori diretti e il vitale indotto del  nostro territorio. A Taranto vediamo i risultati tragici delle indecisioni prolungate; Terni non può permettersi un simile destino".

L'invito che rivolge al sindaco Bandecchi è "a farsi garante e capofila di un'azione istituzionale congiunta" e all'Amministrazione "di promuovere un tavolo di lavoro coeso e super partes, chiedendo l'immediata convocazione del comitato esecutivo presso il Ministero. Dobbiamo portare a Roma una voce unica: quella di una città che, al di là delle appartenenze partitiche, rivendica il diritto di veder applicato l'Accordo di Programma, di sbloccare il nodo del credito  d'imposta per il rottame e, soprattutto, di poter contare sull'energia della Centrale di Galleto per salvaguardare il proprio tessuto produttivo. Solo uniti possiamo difendere l'acciaio ternano" conclude.

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