14 Oct, 2026 - 10:20

Cassa di Orvieto esclusiva a Banco Desio: così decolla il polo umbro col cuore a Terni

Cassa di Orvieto esclusiva a Banco Desio: così decolla il polo umbro col cuore a Terni

Banco Desio si avvicina alla Cassa di Risparmio di Orvieto e alla creazione di un polo bancario umbro. Il consiglio di amministrazione di Mediocredito Centrale ha concesso al gruppo brianzolo un periodo di esclusiva per negoziare la cessione della controllata orvietana.

La decisione, annunciata ieri da MCC e dalla stessa Desio, segna un passaggio concreto, ma non chiude ancora la vendita. L’obiettivo industriale guarda all’Umbria: rafforzare la presenza nel Centro Italia e costruire un polo dopo l'acquisizione del 2014 della Banca Popolare di Spoleto. 

Ma c'è di più, perché tra i soci forti di Desio c'è anche la Fondazione CARIT di Terni, con una partecipazione del 4,56% nell'azionariato della banca e con la presenza di due consiglieri ternani nel CDA, il commercialista Emiliano Barcaroli (che presiede il Comitato per il controllo sulla gestione) e l'avvocato Folco Trabalza. 

La partita riparte dopo lo stop all’accordo con Banca del Fucino, che nel gennaio 2025 aveva firmato per acquistare l’85,3% del capitale per 90,4 milioni di euro. Ora Desio supera la concorrenza di UniCredit con un’offerta che, secondo le indiscrezioni, oltrepassa i 120 milioni, accompagnata da garanzie sull’occupazione e sull’autonomia del marchio. 

Cassa di Risparmio di Orvieto: i termini dell’esclusiva a Banco Desio

Il mandato in esclusiva segna la ripartenza del processo competitivo gestito da MCC, dopo l'interruzione della vendita a Banca del Fucino. Il precedente accordo, siglato il 27 gennaio 2025, fissava la valorizzazione dell'85,3% della Cassa di Risparmio di Orvieto a 90,4 milioni di euro. L'intesa, tuttavia, è definitivamente naufragata nel giugno 2026 per il mancato avveramento delle condizioni necessarie al closing.

Il rilancio di Banco Desio, che ha superato al fotofinish il progetto presentato da UniCredit, si inquadra in una visione industriale di lungo periodo per il Centro Italia. Un percorso che ricalca, evolvendolo, l'intervento del 2014, quando la banca lombarda salvò la Banca Popolare di Spoleto dall'amministrazione straordinaria. All'epoca, l'operazione previde un aumento di capitale per cassa da 139,75 milioni di euro dedicato a Desio (che acquisì una quota compresa tra il 66,8% e il 72,2%), unito al trasferimento degli sportelli di Banco Desio Lazio e delle filiali toscane.

L'assetto si è poi razionalizzato nel maggio 2019, quando, incassato il via libera di Banca d'Italia, la Popolare è stata fusa per incorporazione nella capogruppo. Questo significa che l'ingresso di Orvieto non creerebbe una nuova galassia di partecipate, ma andrebbe a integrarsi sulla piattaforma gestionale e commerciale che Banco Desio ha già stabilmente consolidato in Umbria.

Il legame con la Fondazione Carit e l'equilibrio dei poteri societari

Emiliano Barcaroli e Folco Trabalza (Foto Banco Desio)

L'asse lombardo-umbro trova un solido ancoraggio anche negli assetti proprietari e nel radicamento territoriale. Sebbene la maggioranza assoluta resti in capo alla Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado (51,52%), l'ente di Palazzo Montani Leoni ha espresso un peso politico significativo.

Nella votazione per il rinnovo delle cariche relative al triennio 2026-2028, la lista di minoranza presentata dalla Fondazione ternana ha raccolto l'11,87% dei consensi tra le azioni ammesse al voto. Questo risultato ha consentito l'ingresso nel Consiglio di Amministrazione di due professionisti espressione del territorio e in possesso dei requisiti di indipendenza: Emiliano Barcaroli e Folco Trabalza.

Pur mantenendo ruoli distinti dalle deleghe esecutive per la conduzione delle trattative su Orvieto, i due consiglieri ternani occupano caselle chiave nella governance varata con il passaggio al sistema monistico.

Emiliano Barcaroli, già presidente dell'Unione giovani commercialisti ternani e al vertice del collegio sindacale di Desio dal 2020, ha assunto la presidenza del Comitato per il controllo sulla gestione. L'avvocato Folco Trabalza, nel board dal 2024 e storico riferimento per i controlli interni della stessa Fondazione, guida invece il Comitato per le operazioni con parti correlate ed è membro del Comitato nomine.

I comunicati e i contorni della trattativa riservata

La notizia è stata ufficializzata da note parallele diffuse dalle due capogruppo.

Da Roma, Mediocredito Centrale ha comunicato che il proprio Consiglio di Amministrazione, “dopo un’attenta valutazione delle offerte ricevute da operatori bancari di rilievo nell’ambito di un processo competitivo, ha deliberato di concedere un breve periodo di esclusiva a Banco Desio per negoziare i principali termini e condizioni della potenziale cessione delle partecipazioni detenute in Cassa di Risparmio di Orvieto”.

Da Desio è arrivata puntuale la conferma dell'interesse strategico per l'Umbria. La banca brianzola ha precisato di "aver ottenuto un periodo di esclusiva finalizzato alla negoziazione di termini e condizioni della potenziale acquisizione della partecipazione pari al 85,32% del capitale sociale di Cassa di Risparmio di Orvieto".

Il vertice aziendale ha sottolineato che "l'operazione, ove perfezionata, sarebbe coerente con gli obiettivi strategici del Gruppo Banco Desio di rafforzamento della propria presenza territoriale e di crescita sostenibile, con particolare attenzione alla creazione di valore per gli azionisti e tutti gli stakeholder di Banco Desio e di CRO".

L'avvio di questa fase negoziale stringente non equivale ancora a un passaggio di proprietà. Le parti dovranno trovare la quadratura su un contratto vincolante che definisca il prezzo finale, le clausole di salvaguardia per il personale e la tutela dello storico marchio orvietano. La base di partenza è un istituto che conta oltre 40 sportelli e che ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 4,7 milioni di euro. 

Le sfide per la banca e le garanzie territoriali sul tavolo

Il dossier Orvieto rappresenta il primo banco di prova espansivo per la nuova linea di vertice, affidata all'amministratore delegato e direttore generale Stefano Vittorio Kuhn, nominato ad aprile in continuità con la presidenza di Stefano Lado.

Nelle prossime settimane, i tavoli tecnici dovranno tradurre l'offerta economica nei capitoli dell'accordo di cessione. Desio ha superato Unicredit con un'offerta di oltre 120 milioni di euro e con aperture verso il territorio su mantenimento del marchio e dei livelli occupazionali.

Sul fronte umbro, l'attenzione resta altissima per il rispetto degli impegni sulla salvaguardia dei posti di lavoro, sul mantenimento dell'identità storica di Cassa di Risparmio di Orvieto e sul ruolo strategico che le filiali acquisite dovranno interpretare nel rilanciato polo umbro-laziale della banca brianzola.

Intanto l'acquisizione delle quote di Banco Desio è stata un vero affare per la Fondazione Carit. La partecipazione azionaria fu acquistata nel 2018 da Palazzo Montani Leoni con Luigi Carlini presidente e Ulrico Dragoni vice, che intuirono le prospettive di crescita di Banco Desio e lo sviluppo che la banca avrebbe avuto sul territorio umbro. Le azioni che furono acquistate al prezzo di 2,68 euro ciascuna oggi quotano in Borza 16,38 euro.

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