Un faro sulle carte del passato per fermare gli aumenti del presente. Con una dura presa di posizione, ufficializzata attraverso un comunicato stampa diffuso dal Comune, il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, annuncia l’avvio formale delle procedure per istituire una commissione d'inchiesta sulla cessione delle quote di Asm ad Acea, avvenuta nel 2023.
Sotto la lente finiranno i delicati patti parasociali che blindano i rapporti tra l'azienda, il partner romano e il Servizio idrico integrato. La mossa arriva nel momento più caldo dello scontro sulle tariffe.
Per il sindaco, gli utili di Asm, i due milioni accantonati a riserva e i dividendi incassati da Acea rendono del tutto ingiustificati i rincari per i cittadini. Nel mirino l'opposizione e le gestioni passate, in una dichiarazione di intenti che sa di resa dei conti politica: “Se ne sentiranno delle belle”.
Il nocciolo della questione ruota attorno all'ingresso del socio privato e all'impatto diretto sulle tasche dei ternani. Nel documento ufficiale diramato da Palazzo Spada, il tono del sindaco è perentorio.
“È assordante il silenzio caduto sulla raccolta dei rifiuti a Terni”, attacca Bandecchi, mettendo in fila le cifre che smonterebbero la necessità di imporre nuovi sacrifici alle utenze domestiche. Il primo cittadino non fa sconti all'attuale assetto societario, ribadendo che le risorse per coprire l'inflazione e i costi del servizio sono già in cassa.
“Da quando mi sono permesso di dire che nell’utile di Asm solo quest’anno abbiamo portato due milioni a riserva e che Acea ha incassato un milione e 400 mila euro di dividendi”, si legge nella nota del Comune, “non ho sentito nessuno dire che aumentare la tariffa della raccolta dei rifiuti a Terni è dunque un'offesa per tutti i cittadini”.
Secondo i calcoli dell'amministrazione, attingendo proprio dal tesoretto a riserva basterebbero 1,2 milioni di euro per sterilizzare totalmente gli aumenti.

Il clima politico si fa rovente quando il discorso si sposta sul dibattito in consiglio comunale e sulle richieste delle minoranze. Il primo cittadino accusa apertamente le altre forze politiche di strabismo istituzionale.
“Ho sentito le chiacchiere di molti partiti dell’opposizione che in modo violento chiedevano al Comune di Terni di non usare il milione e 600 mila euro incassato da Asm per migliorare la vita dei cittadini - incalza il sindaco - ma pretendevano un riutilizzo nella raccolta dei rifiuti arricchendo ancora di più il privato2, che si chiama Acea e che gestisce l’Asm”.
La stoccata all'opposizione prosegue denunciando una presunta disparità di trattamento nei confronti del partner romano.
“Non ho sentito la stessa veemenza nel chiedere ad Acea di riportare a Terni il milione e 400 incassato dai dividendi", prosegue l'inquilino di Palazzo Spada, chiedendosi "dove sono i partiti dell’opposizione che continuano a far finta di ignorare che Asm ha chiuso il bilancio in attivo e che quindi oggi non sarebbe necessario per l'azienda pubblica aumentare la cifra della raccolta dei rifiuti”.
L'operazione trasparenza annunciata dall'esecutivo cittadino abbraccia inevitabilmente anche il Servizio idrico integrato (SII), le cui dinamiche sono fortemente influenzate dagli accordi stipulati ai tempi della vendita delle quote Asm.
“Ho avviato le operazioni necessarie per aprire una commissione comunale che analizzerà la cessione del 2023 e i famigerati patti parasociali”, mette in chiaro Bandecchi nel comunicato. Il Sii viene descritto dal sindaco come l'unica azienda in Italia “ad avere una perdita dalle proprie condutture del 57% dell’acqua e a scaricare sui cittadini ternani un costo cadauno di 177 euro a persona contro 140 della media nazionale”.
La promessa è un'inversione di rotta radicale su tariffe e gestione, evitando la logica del frazionamento dei lavori. “I cittadini avranno riscontri positivi almeno sul costo dell’acqua ad iniziare dal 2027”, assicura, garantendo che internalizzando i servizi i ternani “potranno fare una doccia a un quarto del costo attuale”.
L'affondo finale, rivolto alla narrazione politica del passato, è crudo e senza filtri istituzionali: “Chiedo scusa alle opposizioni per questo tirare fuori verità assolute che distruggono la leggenda narrata dai politici locali del 'si stava meglio quando si stava peggio', perché i ternani stavano proprio nella merda e solo ora cominciano a tirare fuori il naso”.
Un quadro che si chiude blindando politicamente la mossa della commissione d'inchiesta e sancendo di fatto l'avvio di una nuova pagina dell'almanacco delle battaglie politiche sul futuro dei servizi a rete.