17 Oct, 2026 - 17:50

Corso del Popolo, l’Ordine degli Avvocati di Terni: "Mantenere cittadella giudiziaria"

Corso del Popolo, l’Ordine degli Avvocati di Terni: "Mantenere cittadella giudiziaria"

Neanche il tempo di digerire l’ufficializzazione dell’acquisizione dell’area di corso del Popolo da parte della società ternana Castellani & Gelosi che arriva la reazione immediata dell’Ordine degli Avvocati di Terni.

Il Consiglio dell’Ordine, a poche ore dalla diffusione della notizia di TagUmbria+ relativa al passaggio di mano alla storica società edilizia ternana, esprime infatti “viva preoccupazione” per quello che, a tutti gli effetti, si configura come l’abbandono definitivo dell'atteso progetto della cittadella giudiziaria.

Un polo unico cittadino che avrebbe dovuto finalmente accorpare, in un'unica e moderna sede, la Procura della Repubblica e l’Ufficio Unep (Ufficiali Giudiziari) al Tribunale, ponendo così fine all’annosa, complessa e dispendiosa frammentazione degli uffici giudiziari che caratterizza da troppo tempo la città di Terni.

Oggi, infatti, sia la Procura che l'Unep restano confinati all'interno di Palazzo Gazzoli. Una collocazione in regime di locazione che, come sottolineato dal Consiglio, si traduce inesorabilmente in un “canone rilevante e continuativo a carico delle casse pubbliche”, senza peraltro offrire alcuna prospettiva di soluzione strutturale a lungo termine.

A questo si aggiungono i disagi quotidiani subiti in prima persona da avvocati, magistratura, personale amministrativo e, non da ultimi, i cittadini stessi, costretti quotidianamente a districarsi in faticosi spostamenti tra sedi diverse, con conseguenti e inevitabili rallentamenti dell'intera macchina organizzativa.

Cittadella giudiziaria Terni: Ordine Avvocati sulla vendita di Corso del Popolo

Se da un lato l’Ordine riconosce con realismo e pragmatismo, con la propria nota diffusa oggi, che “qualsiasi intervento è preferibile al degrado che da oltre vent'anni segna un'area nel pieno centro cittadino”, dall’altro l'organo di rappresentanza forense non nasconde affatto la profonda amarezza per una storica occasione mancata che, si legge nella nota, “difficilmente si ripresenterà”.

Il nuovo progetto edilizio delineato per l'area, a spiccata trazione residenziale e commerciale, è visto dal Consiglio dell'Ordine come un netto e inequivocabile passo indietro rispetto all'obiettivo primario, ampiamente condiviso per anni dall'intera categoria forense e non solo, di realizzare un polo unico della giustizia cittadina, in grado di rendere il complesso sistema "più efficiente e più accessibile" per tutti gli utenti.

Il disappunto dell'avvocatura ternana, peraltro, si acuisce ulteriormente volgendo lo sguardo al più ampio panorama regionale. In altre province umbre, sottolinea con rammarico il Consiglio, “altrove, a cominciare da Perugia, sono state ottenute risorse significative per nuovi poli giudiziari”, evidenziando così una disparità di trattamento e di investimenti che penalizza oggettivamente il distretto di Terni.

Di fronte a questo scenario ormai definito, l'Ordine degli Avvocati non si arrende e lancia un preciso appello alle massime istituzioni coinvolte. Viene infatti formalmente richiesto al Comune di Terni, alla Regione Umbria e allo stesso Ministero della Giustizia un “confronto urgente”, allo scopo di sondare concretamente se esista ancora un qualsivoglia margine, seppur parziale, per “salvaguardare la destinazione giudiziaria dell'area”.

“La qualità e l'organizzazione dei luoghi della giustizia - ricorda a chiare lettere l’Ordine nel suo intervento - non sono una questione che riguarda solo gli addetti ai lavori. Sono un servizio essenziale per l'intera comunità” e, come tali, richiedono una visione strategica e lungimirante da parte delle istituzioni pubbliche.

Il commento di Francesco Maria Ferranti sull'avvio del cantiere in centro

Parallelamente alla severa presa di posizione dell'avvocatura, che evidenzia le carenze infrastrutturali del sistema, Francesco Maria Ferranti interviene pubblicamente per rivendicare in prima persona l'impegno profuso in questi mesi per arrivare allo sblocco definitivo dell'area di Corso del Popolo.

"Mi sono impegnato personalmente per contribuire a sbloccare la situazione dell’area di corso del Popolo e favorire una soluzione attesa da troppo tempo - dichiara Ferranti - oggi posso con soddisfazione annunciare che il cantiere sta per partire, e il mio lavoro ha avuto successo”.

Pur dichiarando di rifuggere dalla logica dei meri "meriti personali", Ferranti tiene a sottolineare la valenza cruciale del risultato raggiunto per il tessuto urbano: “Completare quell’area significa ricucire una ferita nel cuore della città, trasformando uno spazio rimasto incompiuto in un’opportunità di riqualificazione e sviluppo”.

Rivolgendo un formale ringraziamento alla società Castellani & Gelosi per aver “raccolto questa sfida” imprenditoriale, Ferranti guarda con ottimismo al futuro prossimo: “Ora l’obiettivo è vedere progressi concreti, con attenzione alla qualità dell’intervento e ai tempi di realizzazione”. Un auspicio di indubbia concretezza cantieristica che, tuttavia, si scontra frontalmente, e in maniera inequivocabile, con l'amarezza di un intero comparto professionale, quello forense, che vede ormai sfumare, forse definitivamente, il sogno decennale di un'efficiente e razionale cittadella della giustizia.

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