19 Oct, 2026 - 11:30

Crisi al Comune di Terni, Bandecchi non si dimette: “Pronto a una nuova maggioranza”

Crisi al Comune di Terni, Bandecchi non si dimette: “Pronto a una nuova maggioranza”

Stefano Bandecchi non fa passi indietro e prova a ricostruire una maggioranza in Consiglio comunale. Dopo l’uscita dei quattro consiglieri di Con Bandecchi per Terni, il sindaco annuncia che oggi incontrerà i 15 membri dell’ex maggioranza per capire se cercare un accordo fino alla fine della legislatura oppure andare verso nuove elezioni.

“Io alle dimissioni non ci penso”, dice a chiare lettere ai microfoni di Tag Umbria +. “Ho un mandato dai cittadini e aspetto eventualmente che sia il Consiglio a sfiduciarmi se hanno i numeri per farlo, anche se dubito”.

I numeri sono il perno della questione: Bandecchi ricorda che servono 16 voti per la maggioranza e 17 per approvare il bilancio. Esclude per ora contatti con l’opposizione, perché prima vuole un mandato chiaro dal suo gruppo. "Ora servono uomini e donne di buona volontà". 

Sullo sfondo resta la rottura sulla rete del gas, nodo che il sindaco definisce una questione di merito e di maggioranza. Avverte infine che un commissario fino a maggio fermerebbe cantieri, partecipate e lavori vitali per la città. “Se la città sarà commissariata sarà una barzelletta”, conclude.

Crisi maggioranza a Terni: il piano di Bandecchi per rilanciare

La giornata odierna si profila decisiva per gli equilibri di Palazzo Spada. Il primo cittadino, mantenendo un atteggiamento imperturbabile di fronte alle telecamere, ha delineato la cornice della sfida politica. In una improvvisata conferenza stampa ha chiarito la sua volontà di non voler fare passi indietro e di non concedere spazio a fughe in avanti. 

E' lui stesso a ribadire che i quattro dissidenti (Severoni, Sterlini, Mengaroni e Colasanti, ndr), ormai estromessi dal perimetro originario, non potranno più fregiarsi del nome della lista civica che fa riferimento al sindaco.

“Vorrei ricordare che gli ho detto che non potevano usare il nome Bandecchi per Terni”, ha sottolineato il sindaco, evidenziando lo scollamento tra il mandato popolare e le scelte dei singoli. “Se non porti avanti l'espressione della maggioranza e se non ti ricordi che i cittadini votano per il Sindaco, allora vuol dire che devi prenderne atto”.

La palla passa ora al blocco dei quindici consiglieri rimasti fedeli. Saranno loro a dover fornire un mandato esplorativo forte per tentare di ricucire un patto di fine consiliatura.

Le opzioni sul tavolo della politica cittadina sono binarie. O si rimettono insieme i pezzi per garantire la sopravvivenza amministrativa, oppure si andrà alla conta in occasione del bilancio, l'unico atto che prevede la possibile conclusione anticipata della consiliatura insieme a un'eventuale approvazione di una mozione di sfiducia.

Ma il sindaco pone l'accento sui costi sociali di una simile deriva. “Il problema delle nuove elezioni è che sarebbero a maggio e che quindi ci sarebbe un commissario fino a quel mese”, ha avvertito. Un periodo cruciale in cui “devono partire i lavori per chilometri e chilometri di strada” e gestire l'impatto dei patti parasociali delle partecipate da rivedere e riscrivere in vantaggio del Comune, azionista di maggioranza.

Lo strappo sulla rete gas: “Se ci sono i numeri si va avanti”

La miccia che ha fatto saltare l'assetto della giunta porta il nome della rete del gas cittadina. Su questo fronte, Bandecchi rifiuta i giri di parole e inquadra l'atteggiamento dei quattro fuoriusciti come una forzatura istituzionale.

“Se su venti persone sedici sono d'accordo e quattro no, a chi si dà retta? Se siete abituati a dare retta ai quattro vuol dire che siete abituati alle dittature, noi siamo abituati alla democrazia”, taglia corto il sindaco, ridimensionando l'impatto politico dei dissidenti.

Una logica che, secondo Bandecchi, si estende anche all'assetto delle commissioni consiliari: “Se non stai in maggioranza non puoi essere presidente della commissione”, ha chiosato, definendo “delegittimata” la prima commissione guidata da Andrea Sterlini, guidata da un esponente non più organico al blocco di governo.

La visione del sindaco sulla rete del gas è strettamente contabile e pragmatica. Mantenere la proprietà dell'infrastruttura, a fronte di un mutuo annuo di 1,8 milioni di euro e di entrate per l'affitto ferme a 750 mila euro, rappresenta un deficit strutturale per le casse pubbliche e una palla al piede per la società in house Terni Reti.

“La linea del gas costa 19 milioni ad oggi per arrivare a pagarla”, ha calcolato. A questo si sommano i quindici milioni già versati in passato per i derivati. “Se la rete non rende più, sperare di recuperare i soldi tra venticinque anni non ha senso”, sentenzia, ribadendo che l'amministrazione non cederà ai veti di una minoranza interna.

L'ombra di Terni Concreta e la stoccata agli avversari

Nonostante i numeri sul filo del rasoio, Bandecchi ostenta sicurezza, forte di un consenso popolare che, a suo dire, lo premierebbe ancora in caso di voto anticipato. "Ho avuto il 54% dagli elettori, percentuale confermata dagli ultimi sondaggi de Il Sole 24 Ore". 

Il sindaco rassicura di non voler mettere mano alla composizione della giunta: “Non sono disponibile a rinunciare a niente di ciò che fino ad oggi ho fatto per Terni. La giunta è questa e si va avanti”.

Stefano Bandecchi rivolge poi un messaggio caustico alle opposizioni che - nel suo ragionamento - già pregustano il crollo della sua amministrazione: “Ho visto che molti stanno già festeggiando, ma è normale che i cani festeggino sui cadaveri dei leoni. Però i cani restano cani e i leoni restano leoni”.

L'analisi finale del sindaco si sposta inevitabilmente sui movimenti tellurici del panorama locale, sfiorando il caso della nascita dell'associazione "Terni Concreta", una iniziativa civica alla quale sta lavorando il suo ex vicesindaco Riccardo Corridore.

Bandecchi sceglie una linea di prudente distacco, rivelando di aver ricevuto rassicurazioni e smentite dal diretto interessato, ma non chiude le porte all'ironia. “Se Corridore fa politica sono contento, perché è una persona che può farla. Quando io ho fatto un partito sono andato da un notaio e ho fatto un atto, oggi di questa cosa non ne so niente. Dovete domandarlo ai diretti interessati”.

Un ultimo pensiero è dedicato al rapporto con l'istituzione regionale: “Il Comune di Terni è l'unico forse che ogni tanto dice alla regione quali sono gli sbagli della regione”, ha concluso, "Avete visto la delibera della Corte dei Conti? Dice che dal 2025 ha tagliato i trasferimenti a tutti i Comuni mettendoli in crisi".

Insomma, Bandecchi è convinto ad andare avanti senza compromessi al ribasso. Il banco di prova è quello dell'aula consiliare. Per la verifica, però, ci sarà tempo. Questa settimana l'aula di Palazzo Spada sarà occupata solo dalle commissioni consiliari. E lì potrebbero esserci le prime sorprese. 

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