13 Oct, 2026 - 15:45

Fondazione Carit: il MEF approva il nuovo Statuto, Strinati presidente fino al 2031

Fondazione Carit: il MEF approva il nuovo Statuto, Strinati presidente fino al 2031

La Fondazione Carit entra in una nuova fase istituzionale. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato il nuovo Statuto.

La novità più incisiva riguarda la stabilità della guida: il mandato del Presidente e dei componenti del Comitato di indirizzo passa a sei anni. Il presidente Emiliano Strinati resterà quindi in carica fino al 2031, mentre gli amministratori termineranno il loro mandato nel 2029. Una scelta che assicura continuità ai progetti pluriennali e rafforza il ruolo del Presidente come punto di raccordo tra i diversi Consigli.

Il nuovo testo introduce anche la figura del Presidente unico, regole più severe sul cooling off e nuovi limiti per rapporti e investimenti nelle società e negli enti strumentali. 

Il via libera allo Statuto adegua l’ente al quadro nazionale definito dall’Addendum al Protocollo MEF-ACRI e introduce regole più stringenti su trasparenza, autonomia degli organi, conflitti di interesse e ricambio delle responsabilità.

Carit: cosa prevede il nuovo Statuto per il presidente Strinati

L'intervento normativo su Palazzo Montani Leoni segna un passaggio di rilievo per gli equilibri della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Al centro del riassetto si colloca proprio la figura del presidente in carica, l'avvocato Emiliano Strinati, la cui funzione viene rimodellata all'interno di una cornice istituzionale orientata alla stabilità temporale.

Con l'entrata in vigore del testo, la guida di Strinati è confermata fino al 2031. Si tratta di una dilatazione temporale pensata per consentire all'ente di pianificare le proprie erogazioni e gli interventi di sostegno al territorio su un orizzonte di respiro più ampio.

Contemporaneamente, gli attuali amministratori porteranno a compimento il proprio ciclo nel 2029. Questa asimmetria temporale tra la presidenza e i componenti dell'organo di indirizzo risponde all'esigenza di evitare vuoti di continuità, assegnando alla carica apicale un compito esplicito di raccordo tra le diverse composizioni consiliari.

Il via libera del MEF e il recepimento dell'accordo con l'Acri

Il sigillo formale alla riforma è arrivato da Roma con una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze datata 12 ottobre. Il dicastero di via XX Settembre, nella sua veste istituzionale di Autorità di vigilanza, ha comunicato l'approvazione dopo aver vagliato la conformità dell'articolato.

L'iter di approvazione interna aveva già superato i passaggi formali previsti: il testo era stato deliberato dal Comitato di Indirizzo nelle sedute del 3 giugno e del 24 settembre.

In precedenza, l’Assemblea dei Soci aveva espresso all’unanimità il proprio parere preventivo obbligatorio, confermando una piena convergenza dell'organismo associativo attorno all'aggiornamento statutario.

La revisione recepisce in sede locale l’Addendum al Protocollo d’Intesa MEF-ACRI, siglato a livello nazionale il 28 ottobre 2025. La stesura del documento è maturata a seguito del lavoro svolto da una Commissione tecnica istituita appositamente in seno agli organi della Fondazione.

"Il nuovo Statuto rafforza le regole in materia di trasparenza, autonomia degli organi, tutela dei conflitti di interesse e ricambio delle responsabilità - spiega il presidente Strinati in una nota - disciplinando i rapporti dell’Ente e dei componenti gli organi alla cessazione delle cariche. Un sentito ringraziamento va ai componenti della commissione tecnica”.

Mandati di sei anni e regole più severe per il cooling off

L'innalzamento della durata delle cariche rappresenta l'aspetto cardine della riforma. Il mandato del Presidente e dei componenti del Comitato di indirizzo passa dai precedenti quattro o cinque anni a un ciclo pieno di sei anni.

La scelta, contemplata dall’Addendum MEF-ACRI, punta a preservare la governance da scossoni ciclici. Il Presidente viene chiamato a svolgere un ruolo di “traghettatrice” tra un Consiglio e l’altro, impedendo che l'alternanza fisiologica degli amministratori rallenti o comprometta l'attuazione di programmi complessi.

A fronte di una leadership più duratura, il nuovo regolamento introduce una rigorosa stretta a tutela dell'imparzialità decisionale, inasprendo i vincoli del cosiddetto cooling off, il periodo di incompatibilità successivo al termine del mandato.

Nel dettaglio, il Presidente che concluderà il doppio mandato non potrà in alcun modo rientrare a far parte della compagine sociale prima che siano trascorsi almeno sei anni dalla cessazione della carica, raddoppiando l'intervallo temporale di tre anni previsto fino a oggi.

Presidente unico e nuovi vincoli per la gestione del patrimonio

Tra le novità sostanziali dell'impianto regolamentare vi è l'introduzione della figura del Presidente unico. In base al nuovo testo, il vertice della Fondazione assume contestualmente anche il ruolo di Presidente dell’Assemblea dei Soci.

La norma contempla una sola eccezione: l’Assemblea potrà nominare un proprio presidente autonomo esclusivamente qualora al vertice della Fondazione dovesse venire eletta una figura esterna, non appartenente al novero dei soci.

Novità precise investono pure le modalità di ingresso nella compagine sociale. La qualifica di Socio Ordinario si potrà ottenere unicamente per elezione assembleare, subordinata alla designazione di almeno venti Soci ordinari in esercizio o su indicazione diretta degli enti indicati dallo Statuto.

Il documento fissa infine paletti molto più restrittivi nei rapporti di collaborazione e nell’esercizio dei diritti all'interno delle società e degli enti strumentali partecipati.

In parallelo, vengono integrate nuove disposizioni prudenziali per la tutela del patrimonio mobiliare e immobiliare, con l'obiettivo dichiarato da Strinati di completare l'allineamento ai parametri nazionali e preservare l'integrità delle risorse economiche a beneficio dell'area ternana e narnese.

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