29 Oct, 2026 - 18:40

Fondazione Carit, quasi 12 milioni per il 2027: ecco il piano per Terni e Narni

Fondazione Carit, quasi 12 milioni per il 2027: ecco il piano per Terni e Narni

La Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni mette sul piatto quasi 12 milioni di euro per il solo 2027 e fissa la rotta per il triennio 2027-2029.

Il Comitato di indirizzo di Palazzo Montani Leoni ha approvato all’unanimità il Programma pluriennale di attività (Ppa) e il Documento programmatico previsionale (Dpp), dopo il parere favorevole preventivo dell’Assemblea dei soci.

La manovra finanziaria per il prossimo esercizio ammonta a 11.948.000 euro, destinati a sostenere welfare, sanità, istruzione, beni culturali e rilancio economico tra Terni e Narni.

A fare da cerniera operativa tra i vari comparti sarà la ricerca scientifica e tecnologica, individuata come leva trasversale per connettere atenei, ospedale e innovazione sociale.

Programmazione Fondazione Carit 2027-2029: fondi, settori e priorità

Il varo del documento programmatico segna l'avvio di una nuova stagione per l'ente guidato dall'avvocato Emiliano Strinati, giunto a una ridefinizione della missione istituzionale.

Il piano non nasce come atto burocratico, ma come sintesi di una rilevazione rivolta agli stakeholder, incrociata con l'analisi dei dati demografici ed economici del territorio.

Dal confronto con le realtà locali sono emerse difficoltà marcate: la tenuta economica degli enti, la carenza di personale qualificato e il bisogno di rafforzare le competenze di rete.

A fronte di queste criticità, il presidente Strinati ha voluto imprimere una svolta netta al rapporto tra la fondazione di origine bancaria e la comunità di riferimento.

“In un'epoca segnata da transizioni strutturali, frammentazioni globali e nuove sfide sociali ed economiche, la Fondazione avverte, con rinnovata forza, la profonda responsabilità del proprio ruolo”, spiega il presidente.

“Questo Documento Programmatico Triennale 2027-2029 non è un semplice adempimento statutario, tecnico amministrativo, o un elenco di risorse da distribuire. Rappresenta, in verità, un patto fiduciario che rinnoviamo con il nostro territorio”.

La visione di Strinati: “Non più erogatori, ma architetti di ecosistemi sociali”

Il vertice di Palazzo Montani Leoni punta a superare l'idea tradizionale del contributo a pioggia per approdare a un modello fondato sulla sussidiarietà orizzontale.

“Siamo consapevoli che le Fondazioni di origine bancaria oggi non possono più limitarsi a operare come meri enti erogatori”, sottolinea con nettezza Strinati.

“Dobbiamo essere architetti di ecosistemi sociali, soggetti capaci di unire le forze migliori del territorio per tutelare il benessere della persona, arginare le disuguaglianze e liberare le energie inespresse”.

L'intera architettura del piano triennale poggia su tre direttrici operative: conoscere, costruire e agire, pensate come passaggi sequenziali per massimizzare l'efficacia dei capitali impiegati.

“Conoscere significa ascoltare la comunità, riconoscerne le vulnerabilità e valorizzarne i talenti, superando la logica degli interventi calati dall’alto”, chiarisce Strinati.

“Costruire vuol dire trasformare i bisogni rilevati in alleanze territoriali, promuovendo la co-progettazione e rafforzando le competenze organizzative degli enti”.

“Agire, infine, per mettere a disposizione risorse e capacità progettuali per realizzare interventi efficaci, orientati a risultati concreti e misurabili, dove ogni risorsa investita non si esaurisce nell'assistenza, ma genera sviluppo duraturo”.

Dallo sviluppo locale alla sanità: la ripartizione dei fondi per il 2027

La ripartizione delle risorse per il 2027 riflette un riallineamento delle priorità, con lo sviluppo locale che guadagna il vertice degli investimenti della Fondazione Carit.

La voce più consistente è riservata proprio allo sviluppo locale con 3.124.000 euro, una scelta strategica mirata a sostenere il sistema economico, l'occupazione e le attività attrattive.

“La Fondazione intende contribuire ai processi di crescita economica e di coesione sociale attraverso iniziative capaci di valorizzare le peculiarità del territorio, dare impulso al turismo sostenibile, promuovere lo sport come fattore di inclusione e aggregazione”, evidenzia Strinati.

Al secondo posto figura la salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa, cui sono destinati 2.700.000 euro per sostenere i servizi sanitari e socioassistenziali.

Il settore arte, attività e beni culturali riceve 2.524.000 euro, confermando l'attenzione per la tutela storica, il patrimonio e le rassegne artistiche locali.

Per il comparto volontariato, filantropia e beneficenza la dotazione è di 1.800.000 euro, mentre a educazione, istruzione e formazione vengono assegnati 1.500.000 euro.

Chiude il quadro la ricerca scientifica e tecnologica con 300.000 euro, concepita come fattore abilitante per generare ricadute tangibili sui servizi al cittadino.

“Il piano 2027 conferma la solidità e la visione di lungo periodo della Fondazione Carit in un momento cruciale di trasformazione”, ribadisce Strinati.

“Nel segno della continuità delle nostre attività tradizionali, vogliamo imprimere un nuovo slancio al nostro impegno, con uno sguardo capace di anticipare i bisogni e generare impatto concreto”.

Ospedale Santa Maria, università e scuole: gli interventi sul territorio

Entrando nel merito operativo delle singole macroaree deliberate dal Comitato di indirizzo, il capitolo sanitario vede al centro l'ospedale di Terni.

La Fondazione proseguirà il sostegno all'Azienda ospedaliera “Santa Maria” attraverso l'aggiornamento e l'acquisto di dotazioni tecnologiche avanzate.

Accanto all'ospedale, l'attenzione si concentrerà sulla medicina territoriale, sulla prevenzione e sul coordinamento sociosanitario delle prese in carico.

Sul fronte formativo ed educativo, le linee guida mirano al contrasto della dispersione scolastica, alla povertà educativa e all'orientamento professionale, con un occhio alle competenze digitali.

Previsti investimenti diretti sul Polo universitario di Terni e sui corsi accademici decentrati nel comune di Narni, a supporto dell'offerta didattica superiore.

Non mancheranno interventi pratici negli istituti scolastici del comprensorio: tra questi, opere destinate a migliorare il benessere degli ambienti, anche per fronteggiare le criticità legate alle ondate di calore estive.

Terzo settore, cultura e bandi: le opportunità per Terni e Narni

Nelle politiche sociali, il documento programmatico stanzia fondi per il welfare di prossimità, sostenendo percorsi di autonomia per gli anziani, l'inclusione lavorativa e il sostegno alla genitorialità.

Centrale sarà l'affiancamento al Terzo settore per elevare le competenze interne dei quadri associativi, così da garantire la stesura di progetti solidi e sostenibili nel tempo.

Per i beni culturali, proseguiranno i cantieri di restauro e conservazione del patrimonio storico-artistico, affiancati da contributi per arti visive, musica, teatro e danza.

Nel 2027 partirà una nuova campagna di interventi che valorizzerà le iniziative rientranti nell'Art Bonus, collegandosi alla Call for proposals varata a settembre 2026.

L'accesso alle risorse passerà attraverso lo strumento dei bandi: confermato quello relativo alle richieste generali di contributo e annunciate selezioni tematiche dedicate a welfare, scuola, sport ed eventi culturali e natalizi.

“La vera sfida che ci attende non è soltanto rispondere alle emergenze del presente, ma preparare il terreno per uno sviluppo realmente equo e sostenibile”, conclude il presidente Emiliano Strinati.

“Ciascuno, dalle istituzioni alle associazioni fino ai singoli cittadini, è parte attiva di questa visione: solo attraverso una comunità unita, consapevole e solidale potremo trasformare i bisogni in opportunità per il benessere collettivo”.

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