Il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci non intende dimettersi e chiede alla maggioranza di fare chiarezza sui propri equilibri e sulle prospettive dell'azione amministrativa. Dopo le tensioni emerse nelle ultime sedute del Consiglio comunale, il primo cittadino interviene sulla situazione politica della coalizione e respinge l'ipotesi di un suo passo indietro.
Lo fa con parole dirette, rivolgendosi alle componenti che sostengono la sua amministrazione e contestando quelle che considera prese di posizione strumentali nei suoi confronti.
"Io resisto alle bordate politiche gratuite per finalità che non si conoscono o che si possono intuire", afferma Fiorucci, che chiama in causa soprattutto Gubbio Civica.
La lista, con quattro assessori, il presidente del Consiglio comunale e tre consiglieri, rappresenta una componente di primo piano nella maggioranza.
Proprio per il peso che ricopre negli equilibri amministrativi, secondo il sindaco è chiamata a una maggiore assunzione di responsabilità. Da qui l'invito a chiarire le proprie intenzioni e a evitare che le tensioni interne si traducano in un ostacolo all'attività amministrativa.
La posizione del primo cittadino è netta: non intende lasciare l'incarico per effetto delle tensioni che si sono manifestate negli ultimi giorni. Fiorucci rivendica la propria volontà di proseguire il percorso amministrativo e ritiene che un eventuale confronto sulla sua permanenza alla guida del Comune debba essere affrontato apertamente, senza ricorrere a iniziative indirette che rischiano di condizionare il funzionamento degli organi istituzionali.
"Io continuo a testa bassa per la mia strada", dichiara, ribadendo di non voler trasformare le difficoltà politiche in una ragione per interrompere il mandato. Il sindaco richiama però la maggioranza a un chiarimento che considera ormai necessario. "La maggioranza si deve chiarire", afferma, aggiungendo che "bisogna capire cosa vogliono fare da grandi".
Parole che chiamano in causa direttamente i gruppi che compongono la coalizione. Per Fiorucci, le divergenze non possono tradursi in una sovrapposizione tra confronto politico e attività amministrativa, soprattutto quando sono in discussione provvedimenti che richiedono una maggioranza in grado di garantire la presenza e il sostegno necessari in Consiglio.
Il sindaco contesta, in particolare, il riproporsi di schemi politici che considera superati. Se le divergenze dovessero tradursi in iniziative finalizzate a ostacolare deliberatamente i lavori della Giunta e dell'assemblea cittadina, sostiene, si aprirebbe una partita diversa, le cui conseguenze non dovrebbero ricadere sulla comunità. Da qui il richiamo alla responsabilità di chi ricopre ruoli di rappresentanza e di governo.
Le dichiarazioni di Fiorucci arrivano dopo una settimana caratterizzata da passaggi delicati per la maggioranza. Il primo segnale era emerso mercoledì 28 ottobre, quando il Consiglio comunale non aveva potuto avviare i lavori per la mancanza del numero legale.
All'ordine del giorno figurava, tra gli altri punti, il bilancio consolidato 2025, un atto che l'amministrazione era chiamata ad approvare in prossimità della scadenza prevista. La seduta è stata quindi riconvocata per il giorno successivo.
Giovedì 29 ottobre il bilancio consolidato 2025 è stato approvato con 10 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astensioni, su 20 consiglieri presenti. A non esprimere un voto favorevole sono stati i tre rappresentanti di Forza Italia, Giacomo Manuali, Riccardo Ciliegi e Chiara Generotti, che hanno scelto di astenersi. Diversa la posizione di Gubbio Civica, che ha votato a favore del documento, pur avendo chiesto nei giorni precedenti ulteriori approfondimenti sui dati relativi alla società partecipata Gubbio Cultura e Multiservizi.
Il via libera al bilancio consolidato ha permesso di portare a termine il passaggio in Consiglio comunale, senza tuttavia ricomporre le tensioni politiche emerse nella maggioranza. Il mancato raggiungimento del numero legale nella seduta precedente e le tre astensioni registrate al momento del voto hanno lasciato aperti gli interrogativi sulla tenuta della coalizione e sulla condivisione delle scelte amministrative.
In questo clima si inserisce la vicenda dell'assessore al Bilancio Filippo Farneti, che ha annunciato l'uscita da Gubbio Civica e rimesso il proprio mandato nelle mani del sindaco.
Al termine della seduta del 29 ottobre, Filippo Farneti ha annunciato la propria uscita da Gubbio Civica e ha rimesso il mandato di assessore nelle mani del sindaco.
Fiorucci ha chiarito di non voler accogliere la remissione del mandato, manifestando la volontà di confermare la fiducia nell'assessore. Nel ricostruire la vicenda, il primo cittadino riconduce la decisione di Farneti soprattutto a questioni interne alla lista, sostenendo che l'assessore sarebbe stato pubblicamente ripudiato dalla stessa componente di appartenenza.
Per il sindaco, dunque, le responsabilità della situazione vanno ricercate all'interno di quel contesto politico, piuttosto che ricondotte a un problema nei rapporti tra l'assessore e la guida dell'amministrazione. Il caso non rappresenta quindi una ragione per mettere in discussione la continuità della Giunta. La scelta di Farneti di uscire da Gubbio Civica e rimettere il mandato resta distinta dalla decisione del sindaco sulla sua permanenza nell'esecutivo.
Il primo cittadino ha infatti espresso chiaramente l'intenzione di non accogliere le dimissioni e di mantenere l'assessore al proprio posto.
Nel suo intervento, il sindaco torna sul ruolo di Gubbio Civica all'interno della maggioranza, sottolineando il peso che la lista ricopre negli equilibri dell'amministrazione. Il gruppo esprime infatti quattro assessori, il presidente del Consiglio comunale e tre consiglieri.
Una rappresentanza significativa che, secondo Fiorucci, comporta anche una precisa assunzione di responsabilità nei confronti della coalizione e della città.
Da qui il richiamo a una maggiore coesione e alla necessità che chi ricopre incarichi di rilievo contribuisca a garantire continuità all'azione amministrativa.
Il confronto si colloca anche nel quadro dei nuovi sviluppi politici regionali. Il 24 ottobre, a Perugia, Fiorucci e il sindaco di Deruta Michele Toniaccini hanno presentato Alleanza Civica per l'Umbria, un progetto che punta a riunire amministratori e realtà civiche del territorio.
Un'iniziativa che si inserisce nel percorso politico del primo cittadino e che fa da sfondo alle tensioni emerse nei rapporti tra le diverse componenti della maggioranza eugubina.
Fiorucci contesta il ritorno di quelli che definisce "vecchi schemi" e chiede che le divergenze vengano affrontate senza ambiguità. Il sindaco rivendica il diritto di ciascun gruppo a esprimere le proprie posizioni, ma ritiene che eventuali dissensi debbano essere accompagnati da una chiara assunzione di responsabilità.
Il riferimento è soprattutto a chi dispone di un peso determinante negli equilibri consiliari e amministrativi: il sostegno alla maggioranza, nella sua prospettiva, deve trovare riscontro anche nella condotta politica e nella partecipazione al lavoro dell'amministrazione.