03 Nov, 2026 - 19:10

Canoscio, affidata ai frati cappuccini la cura del Santuario della Madonna del Transito

Canoscio, affidata ai frati cappuccini la cura del Santuario della Madonna del Transito

Il Santuario della Madonna del Transito di Canoscio si appresta ad accogliere una nuova fraternità religiosa. Si è concluso il trasferimento dei quattro frati minori cappuccini provenienti dal Santuario della Madonna del Belvedere, a Città di Castello, chiamati ad assumere la cura pastorale del luogo di culto. Un passaggio che apre una nuova fase per la presenza dell'ordine nel territorio, dopo trent'anni di servizio al Belvedere, e che è stato accompagnato da una partecipazione significativa della comunità.

La basilica si è riempita di fedeli per il cambio alla guardia, in una giornata scandita dai ringraziamenti per il cammino compiuto e dagli auspici per il nuovo incarico.

Il trasferimento nasce dalla collaborazione tra la diocesi di Città di Castello e la Provincia Serafica dell'Immacolata Concezione. L'intesa affida ai quattro religiosi la vita pastorale del santuario, con un impegno che comprenderà le celebrazioni liturgiche, l'amministrazione dei sacramenti e l'accoglienza dei pellegrini.

La presenza cappuccina avrà inoltre un'estensione al di fuori del complesso religioso: uno dei frati svolgerà infatti il servizio di cappellano all'ospedale di Città di Castello, garantendo assistenza spirituale ai pazienti e al personale sanitario.

Santuario di Canoscio, quattro frati cappuccini arrivano dal Belvedere

La nuova destinazione rappresenta per i Cappuccini l'inizio di un'esperienza diversa, ma in continuità con il servizio svolto negli ultimi tre decenni nella diocesi tifernate.

Il passaggio dal Belvedere a Canoscio non cancella il percorso maturato nella precedente sede, ricordato durante la cerimonia attraverso la gratitudine per il lavoro svolto dai religiosi e per il rapporto costruito nel tempo con la comunità. 

A raccontare il significato del trasferimento è stato padre Simone Calvarese, provinciale dei Frati Cappuccini di Umbria, Lazio e Abruzzo. Il religioso ha espresso riconoscenza per la possibilità di proseguire il servizio a Canoscio, richiamando al tempo stesso gli anni trascorsi al Santuario della Madonna del Belvedere.

"Non possiamo altro che ringraziare il Signore per questo dono che che ci ha concesso e di poter essere presenti qui a Canoscio", ha dichiarato padre Calvarese. Padre Simone ha quindi ricordato che i frati erano già presenti a Città di Castello, dove per trent'anni hanno svolto la propria attività pastorale. Un'esperienza che, nelle sue parole, ha contribuito ad arricchire la diocesi e che ora lascia spazio a un nuovo incarico.

Calvarese ha ricondotto la decisione di raggiungere Canoscio anche alla volontà di proseguire il cammino religioso in una sede diversa, facendo riferimento al ruolo del vescovo e alla dimensione spirituale che accompagna la scelta.

L'arrivo nella nuova destinazione viene vissuto come un'opportunità, ma anche come una responsabilità nei confronti delle persone che frequentano il santuario e che vi si recano per vivere un momento di preghiera, raccoglimento e incontro con la fede.

Celebrazioni, sacramenti e pellegrini: il servizio della nuova fraternità

I quattro frati saranno chiamati a garantire la continuità delle attività religiose e pastorali del Santuario della Madonna del Transito. Il loro compito non si limiterà alla celebrazione delle funzioni, ma comprenderà l'accompagnamento dei fedeli nella vita sacramentale e l'accoglienza di quanti raggiungono Canoscio. Una presenza che dovrà inserirsi nella quotidianità del luogo di culto, mantenendo aperto il rapporto con la comunità locale e con i pellegrini provenienti dal territorio e da altre località.

Tra gli aspetti richiamati da padre Calvarese c'è in particolare il sacramento della riconciliazione, indicato come uno degli elementi caratteristici della spiritualità cappuccina.

La confessione e l'ascolto dei fedeli rappresentano infatti una parte importante del servizio che i religiosi intendono offrire nella nuova sede. L'obiettivo, ha spiegato il Calvarese, è fare in modo che la fraternità possa essere un riferimento per chi si rivolge al santuario alla ricerca di un accompagnamento spirituale.

"Credo che questo sia per noi un dono e speriamo di poter essere un dono per coloro che vengono qui desiderosi di incontrare Dio e di incontrarlo attraverso di noi frati cappuccini, soprattutto e spero attraverso il sacramento della riconciliazione che è tipico della nostra vita, del nostro carisma", ha affermato Calvarese.

Parole che restituiscono il senso attribuito dai frati al nuovo incarico: non soltanto la gestione delle attività del santuario, ma una presenza religiosa rivolta alle persone e alle loro esigenze spirituali. In questa prospettiva, l'accoglienza e la disponibilità all'ascolto diventano parte integrante della cura pastorale affidata alla fraternità.

Un cappuccino sarà cappellano all'ospedale di Città di Castello

Il nuovo impegno dei religiosi comprenderà anche l'assistenza spirituale all'interno dell'ospedale di Città di Castello. Uno dei quattro frati ricoprirà infatti il ruolo di cappellano della struttura sanitaria, affiancando al servizio svolto a Canoscio la vicinanza ai pazienti e al personale. È un incarico che amplia il raggio d'azione della fraternità e che porta la presenza cappuccina in un contesto diverso da quello del santuario.

L'assistenza spirituale in ospedale si rivolge infatti a persone che attraversano momenti di fragilità e difficoltà, oltre che a chi opera quotidianamente nella struttura. Un servizio che si aggiunge alle attività pastorali e sacramentali previste a Canoscio e che rafforza il legame tra la presenza dei religiosi e la comunità cittadina.

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