A dieci anni dal terremoto del 2016, l’Umbria fa il punto su una ricostruzione che, tra cantieri conclusi, opere avviate e interventi ancora da completare, continua a rappresentare una delle principali sfide per la Valnerina e per i territori colpiti.
Il bilancio elaborato dall’Ufficio speciale ricostruzione Umbria restituisce la dimensione del percorso compiuto: sono 2.625 i cantieri privati conclusi, con la liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori, a fronte di 4.054 interventi avviati.
I contributi concessi ammontano a 1,64 miliardi di euro, di cui 1,09 miliardi già liquidati. Sul fronte della ricostruzione pubblica, invece, sono 574 gli interventi finanziati, per oltre 830 milioni di euro, con il 97,5% che risulta avviato almeno sul piano procedurale.
Numeri che raccontano un avanzamento significativo, ma che non esauriscono il quadro di un territorio ancora impegnato a recuperare le ferite lasciate dalle scosse. Il decennale rappresenta, infatti, anche un momento per misurare la distanza tra l’emergenza e la restituzione effettiva di abitazioni, servizi, strutture e luoghi di aggregazione alle comunità.
In Valnerina, dove il terremoto ha inciso sul patrimonio edilizio e sulla vita dei centri abitati, il processo assume un valore che va oltre la dimensione amministrativa e finanziaria.
Tra i comuni maggiormente colpiti c’è Preci, realtà che ha dovuto fare i conti con danni estesi e con una ricostruzione complessa, destinata a incidere sul futuro stesso del paese.
A tracciare il bilancio dal punto di vista dell’amministrazione è il sindaco Massimo Messi, che ai nostri microfoni ha sottolineato come, nonostante siano trascorsi dieci anni dagli eventi sismici, la fase più concreta del recupero sia arrivata soltanto negli ultimi anni.
Il dato relativo alla ricostruzione privata costituisce uno degli elementi centrali del bilancio del decennale. In Umbria, 2.625 cantieri sono giunti a conclusione, con la liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori, su un totale di 4.054 interventi avviati.
La percentuale di completamento si attesta dunque intorno al 64,7%, vale a dire quasi due cantieri su tre. Un risultato che ha permesso a numerose famiglie e attività economiche di rientrare negli edifici recuperati, restituendo progressivamente una parte del patrimonio abitativo e produttivo danneggiato dal sisma.
Sul piano economico, le risorse richieste attraverso le istanze di contributo raggiungono complessivamente 2,22 miliardi di euro. Di questi, 1,64 miliardi sono stati concessi, mentre 1,09 miliardi risultano già liquidati.
La distinzione tra contributi richiesti, assegnati e pagati restituisce una fotografia più precisa dello stato della ricostruzione: l’assegnazione delle risorse rappresenta un passaggio essenziale, ma il completamento degli interventi rimane legato all’avanzamento dei lavori e alla conclusione delle relative procedure.
Le istanze presentate all’Usr Umbria sono 5.577. Di queste, 4.081 risultano accolte, comprese le 4.054 con decreto di concessione del contributo, mentre 1.070 sono state rigettate o archiviate su istanza degli interessati.
L’indice complessivo di attuazione delle procedure di competenza dell’Ufficio speciale ricostruzione si attesta al 92%, con nove pratiche presentate su dieci definite.
Il quadro, tuttavia, presenta differenze significative a seconda della tipologia degli interventi. La ricostruzione leggera, relativa agli edifici con danni meno rilevanti, registra 2.107 cantieri conclusi, pari all’89% di quelli avviati. Più complesso il percorso della ricostruzione pesante, che riguarda gli immobili maggiormente compromessi: in questo caso i cantieri ultimati sono 518, circa il 31% del totale avviato. È soprattutto su questi interventi che si concentra una parte importante del lavoro ancora da portare a termine, considerata la maggiore complessità tecnica e amministrativa delle opere.
Oltre al recupero degli edifici privati, il bilancio del decennale comprende gli interventi destinati al patrimonio pubblico, alle infrastrutture e ai servizi.
In Umbria sono stati finanziati 574 interventi, per un valore complessivo superiore a 830 milioni di euro. Il 97,5% risulta avviato, almeno con la nomina del responsabile unico del procedimento oppure attraverso il raggiungimento di fasi procedurali successive.
Un dato che va letto tenendo conto della natura degli interventi: l’avvio dell’iter amministrativo non coincide necessariamente con l’apertura materiale del cantiere. La percentuale restituisce quindi lo stato di avanzamento delle procedure, senza indicare che tutte le opere siano già fisicamente in esecuzione.
A queste risorse si aggiungono oltre 153 milioni di euro destinati a 194 interventi su edifici di culto e beni culturali, gestiti dalle Diocesi e dagli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.
Sono 38 i lavori ultimati, mentre 56 risultano in corso. Ulteriori 4,2 milioni di euro, provenienti dalle donazioni attraverso il sistema di sms solidale, sono stati destinati alla realizzazione di dodici Centri di Comunità, strutture pensate per restituire spazi di aggregazione e servizi ai territori colpiti.
Una parte rilevante degli investimenti riguarda i comuni del cosiddetto Super Cratere, tra cui Cascia, Norcia e Preci. Attraverso le ordinanze speciali sono stati individuati 210 interventi, per un valore superiore a 562 milioni di euro.
Si tratta di opere strategiche per il recupero dei centri maggiormente danneggiati, il ripristino dei servizi e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Un quadro nel quale la ricostruzione pubblica si intreccia con quella privata, entrambe determinanti per favorire il ritorno alla normalità.
Per Preci, il decennale del terremoto rappresenta un passaggio particolarmente delicato. Il comune della Valnerina è stato tra quelli che hanno maggiormente risentito degli effetti delle scosse, con danni che hanno coinvolto edifici e strutture e hanno imposto un percorso di recupero lungo e complesso. Nel suo intervento, il sindaco Massimo Messi ha richiamato il lavoro svolto negli ultimi anni, indicando nella collaborazione tra gli organismi istituzionali e l’amministrazione locale uno degli elementi fondamentali per portare avanti gli interventi.
Il primo cittadino ha fatto riferimento al contributo delle strutture commissariali e dell’Ufficio speciale ricostruzione regionale, sottolineando la necessità di una sinergia costante per affrontare le procedure e trasformare i finanziamenti in opere concrete.
Messi ha inoltre evidenziato il ruolo dell’Usr regionale e la collaborazione con gli uffici impegnati nella ricostruzione: "Devo ringraziare anche l'Ufficio USR regionale, con cui possiamo collaborare da vicino e che dimostra una forte volontà di ricostruire».
Nel racconto del sindaco emerge anche il peso che il sisma ha avuto sulla comunità. La ricostruzione di Preci, ha ricordato, è legata alla necessità di recuperare edifici e spazi che il terremoto aveva compromesso profondamente. "La ricostruzione a Preci è importante perché il comune ha subito un forte terremoto: un terremoto che ha messo a terra i fabbricati". Il riferimento è a una ferita che, a distanza di dieci anni, continua a segnare il territorio e a orientare le priorità dell’amministrazione.
Il sindaco ha richiamato anche il ricordo delle prime scosse e il ruolo che l’evento del 24 agosto ebbe nel mettere in allerta la popolazione, in un contesto in cui il rischio di conseguenze ancora più gravi era concreto. La memoria dell’emergenza resta parte integrante del percorso di ricostruzione, così come la volontà di restituire progressivamente gli edifici alla comunità.
Tra gli interventi citati da Massimo Messi figura il recupero dell’Hotel Agli Scacchi, struttura ricettiva destinata a rappresentare un tassello importante per la capacità di accoglienza del paese. Il sindaco ha richiamato l’intervento indicando la prospettiva di una ricettività di quaranta camere: "dall'albergo Agli Scacchi, che si sta ricostruendo con una ricettività importante, con 40 camere per Preci".
Il recupero delle strutture ricettive assume un valore che non si limita alla restituzione degli edifici. In un territorio come quello della Valnerina, il rilancio dell’accoglienza può contribuire a sostenere le attività economiche, favorire il ritorno dei visitatori e rafforzare le prospettive di sviluppo.
Oltre a questo intervento, Messi ha ricordato i fabbricati privati già interessati dall’avvio dei lavori e le opere pubbliche che, secondo il sindaco, stanno procedendo positivamente.
Il primo cittadino ha quindi rivolto un ringraziamento allo staff dell’ufficio tecnico comunale, sottolineando l’impegno richiesto a un ente di dimensioni contenute, chiamato a seguire una ricostruzione caratterizzata da numerose responsabilità e procedure. "Devo ringraziare tutto lo staff dell'Ufficio tecnico del Comune, perché sta lavorando con impegno e assumendosi tutte le responsabilità. In un Comune così piccolo, tante volte si può anche sbagliare, però l'impegno, il lavoro e la voglia di fare sono fondamentali".
Il bilancio dell’Ufficio speciale ricostruzione Umbria restituisce dunque un quadro nel quale i risultati raggiunti convivono con una parte ancora consistente di interventi da completare.
I 2.625 cantieri privati conclusi rappresentano un traguardo importante, ma la distanza tra ricostruzione leggera e pesante mostra come il recupero degli edifici più danneggiati richieda ancora tempo. Sul fronte pubblico, il numero degli interventi finanziati e la percentuale di avanzamento procedurale testimoniano il lavoro portato avanti, senza tuttavia coincidere con la conclusione delle opere.
Per Preci, il percorso passa dalla restituzione degli edifici, dal recupero delle strutture pubbliche e dalla possibilità di ricostruire condizioni di vita e prospettive economiche. Messi ha ribadito la volontà dell’amministrazione di proseguire in questa direzione, riconoscendo quanto già realizzato e quanto resta da fare.
Il sindaco ha quindi richiamato l’obiettivo di restituire alla popolazione una parte sempre più ampia del patrimonio danneggiato, nella consapevolezza che il processo non possa dirsi concluso. "Questo ci porta a credere in una vera ricostruzione, che dovrà arrivare e che, in parte, è già arrivata. Abbiamo comunque dei pezzi importanti da poter restituire alla popolazione".
A dieci anni dal terremoto, la ricostruzione dell’Umbria continua a misurarsi con una duplice esigenza: completare il recupero materiale dei territori e sostenere la ripresa delle comunità. Per la Valnerina, e per Preci in particolare, il futuro passa dalla capacità di trasformare i cantieri in edifici restituiti, servizi funzionanti e nuove opportunità. Un percorso ancora aperto, nel quale il lavoro svolto rappresenta una base concreta, ma non il punto d’arrivo.