30 Oct, 2026 - 14:36

Falsi agenti e tecnici porta a porta, la Questura di Terni spiega come agiscono i truffatori

Falsi agenti e tecnici porta a porta, la Questura di Terni spiega come agiscono i truffatori

Una telefonata che annuncia un figlio in difficoltà, la richiesta urgente di denaro per aiutarlo e l’insistenza affinché la persona contattata non interrompa la conversazione. È uno degli espedienti utilizzati dai truffatori per raggirare gli anziani, facendo leva sulla preoccupazione per i propri familiari e sul timore che possano trovarsi in pericolo.

In altri casi, il tentativo di ottenere denaro e oggetti di valore si sposta direttamente sulla porta di casa: a presentarsi sono sconosciuti che si qualificano come tecnici e sostengono di dover effettuare controlli o interventi urgenti. Cambiano le modalità, ma il meccanismo alla base del raggiro resta lo stesso: creare una situazione di emergenza, conquistare la fiducia della potenziale vittima e impedirle di verificare quanto sta accadendo.

A richiamare l’attenzione su queste forme di truffa è la Questura di Terni. Attraverso il capo della Squadra mobile, Lorenzo Lucattoni, vengono forniti alcuni elementi utili per riconoscere i tentativi di raggiro e indicazioni su come comportarsi di fronte a richieste sospette.

Un primo segnale d’allarme è rappresentato dalle richieste di denaro o di beni personali avanzate da chi sostiene di appartenere alle forze dell’ordine.

La polizia, chiarisce Lucattoni, non chiede mai soldi o gioielli per evitare che un familiare subisca un danno. "Questa è una cosa che proprio non succederebbe in nessun caso, è vietato dalla legge", precisa il dirigente. Una richiesta di questo genere deve quindi insospettire immediatamente e non va assecondata.

Falsi agenti e telefonate ai familiari, come riconoscere la truffa

Il raggiro può iniziare con una chiamata nella quale un interlocutore, qualificandosi come appartenente alle forze dell'ordine, prospetta un problema che coinvolgerebbe un figlio o un altro familiare. Alla notizia, spesso presentata come urgente e preoccupante, segue la richiesta di consegnare denaro o altri beni per scongiurare le conseguenze annunciate.

La pressione esercitata durante la conversazione è uno degli aspetti a cui prestare maggiore attenzione. Chi telefona può insistere affinché la persona non riagganci, cercando di impedirle di contattare un parente o una persona di fiducia per verificare la situazione. In questo modo, il truffatore prova a mantenere la vittima isolata e a spingerla ad agire senza avere il tempo di riflettere o chiedere conferma.

Il consiglio della Questura è di non lasciarsi coinvolgere nella conversazione e interrompere immediatamente il contatto, anche quando l'interlocutore cerca con insistenza di trattenerci al telefono. "Attaccate immediatamente il telefono", raccomanda Lucattoni. Una volta conclusa la chiamata, è opportuno avvertire un familiare di fiducia e, se si sospetta un tentativo di truffa, contattare il Numero unico di emergenza 112.

La raccomandazione vale anche quando il presunto appartenente alle forze dell'ordine non si è ancora presentato a casa e la richiesta di denaro non è stata formulata direttamente. È sufficiente che la telefonata prospetti un presunto pericolo e susciti il sospetto di un possibile raggiro per interrompere la comunicazione e chiedere aiuto. Non è necessario attendere che lo sconosciuto si presenti alla porta o che la situazione arrivi a una fase successiva.

Falsi tecnici a domicilio, verificare l’identità prima di aprire la porta

Un'altra modalità utilizzata dai truffatori consiste nel presentarsi direttamente nelle abitazioni, fingendosi tecnici incaricati di effettuare controlli o interventi urgenti. Anche in questo caso, il pretesto è creare un senso di necessità e convincere la persona ad abbassare le proprie difese, facendo leva sull'apparente autorevolezza di chi si presenta.

Di fronte a uno sconosciuto che dichiara di lavorare per una società o di essere stato incaricato di un controllo, è importante non fidarsi soltanto delle informazioni fornite sul momento. Prima di consentire l'accesso all'abitazione, il consiglio è verificare l'effettiva identità dell'operatore e la ragione della visita, contattando direttamente la ditta interessata attraverso i recapiti ufficiali. Non bisogna utilizzare eventuali numeri di telefono comunicati dalla stessa persona che si presenta alla porta.

La verifica indipendente permette di accertare se il controllo sia realmente previsto e se la presenza del tecnico sia giustificata. In caso di dubbi, non si deve avere fretta di aprire o consentire l'ingresso: è preferibile interrompere il contatto e chiedere supporto a un familiare o alle forze dell'ordine.

Truffe agli anziani, nel 2024 quasi 43mila vittime in Italia

La necessità di mantenere alta l'attenzione emerge anche dai dati nazionali. Nel 2024 in Italia quasi 43mila persone con almeno 65 anni sono state vittime di truffa, con un aumento del 15,6% rispetto al 2023. Le tecniche utilizzate possono cambiare, così come i pretesti adottati per avvicinare le potenziali vittime.

Ricorrono però alcuni elementi: la costruzione di una situazione di emergenza, la richiesta di denaro o oggetti di valore e il tentativo di impedire alla persona di confrontarsi con qualcuno in grado di verificare la storia raccontata. La conoscenza di questi meccanismi può aiutare a individuare tempestivamente i segnali di pericolo e a evitare che la pressione del momento si trasformi nella consegna di risparmi o beni personali.

Questura di Terni, incontri nei circoli e nei luoghi frequentati dagli anziani

Oltre alle indicazioni sui comportamenti da adottare in caso di telefonate o visite sospette, la Questura di Terni punta a rafforzare la prevenzione attraverso incontri informativi rivolti alla popolazione anziana. Gli appuntamenti saranno organizzati nei luoghi di ritrovo e di aggregazione maggiormente frequentati, tra cui i circoli, così da raggiungere direttamente le persone potenzialmente esposte ai tentativi di raggiro.

L'obiettivo è portare i messaggi di prevenzione nei contesti quotidiani, rendendo più accessibili le informazioni sui principali schemi utilizzati dai truffatori e sulle precauzioni da adottare. "Questi incontri saranno svolti - spiega Lucattoni - nei luoghi di ritrovo e nei circoli frequentati dagli anziani, dove le indicazioni potranno raggiungere più facilmente le persone che potrebbero ricevere questo genere di chiamate o visite."

L'attività informativa punta quindi a fornire strumenti concreti per riconoscere le situazioni sospette: non consegnare denaro o gioielli a chi sostiene di poter evitare un danno a un familiare, non interrompere le verifiche per assecondare le pressioni di uno sconosciuto, controllare sempre l'identità dei presunti tecnici attraverso i canali ufficiali e rivolgersi a un familiare di fiducia o al 112 quando qualcosa non convince.

La prevenzione passa anche dalla possibilità di parlarne e condividere queste informazioni. Portare i consigli della Questura nei luoghi frequentati dagli anziani significa provare a intercettare i tentativi di truffa prima che si trasformino in un danno economico, rafforzando la consapevolezza di fronte a richieste che, proprio perché costruite sull'urgenza e sulla preoccupazione per i propri cari, possono risultare particolarmente difficili da riconoscere.

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