05 Nov, 2026 - 13:45

Minorenni adescati online. Arrestato anche un 53enne della provincia di Terni

Minorenni adescati online. Arrestato anche un 53enne della provincia di Terni

Anche un 53enne residente nell'Orvietano è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta nazionale contro la pedopornografia online condotta dalla Polizia Postale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Trenta gli indagati in tutto sull'intero territorio nazionale. A riferirlo in prima battuta è il Messaggero dell'Umbria. 

Inchiesta contro la pedopornografia. In carcere un 53enne dell'Orvietano

All'interno dei supporti informatici in possesso dell'uomo della provincia di Terni, che lavora come impiegato, sono stati rinvenuti 5.950 file tra video e fotografie. Nei suoi confronti, era stata adottata inizialmente la misura cautelare degli arresti domiciliari di cui, alla luce degli elementi raccolti, è stato disposto l'aggravamento con il trasferimento in carcere.

A suo carico ci sono le accuse di sfruttamento, produzione e divulgazione di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

Come funzionava l'adescamento. Videochiamate registrate e poi vendute

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'organizzazione adescava minorenni online, li induceva a partecipare a chat erotiche, dove potevano sia scrivere messaggi che effettuare videochiamate che venivano registrate attraverso la funzione di registrazione dello schermo, per poi essere vendute nei circuiti a pagamento.

Si ricevava un link di invito, dopodiché bisognava effettuare un pagamento tramite sistemi elettronici o criptovalute. Gli utenti entravano così in contatto con adulti sconosciuti, abbinati casualmente, e portati a compiere atti sessualmente espliciti tramite un gioco che prevedeva una serie di sfide dove a ciascuna corrispondeva un punteggio. 

A far partire le indagini è stata la denuncia della madre di una quattordicenne che ha scoperto il coinvolgimento della figlia, adescata tramite una piattaforma di messaggistica istantanea da un uomo.

Le indagini hanno consentito di ricostruire il funzionamento della rete. Quattro le persone identificate che avrebbero agito come registi, creando e organizzando le chat del gioco.

Le registrazioni venivano successivamente condivise nei canali di scambio e commercio online dai quali gli organizzatori avrebbero ricevuto dei guadagni. Gli scambi del materiale tra gli indagati che entravano in contatto tra loro, avvenivano tramite una piattaforma di pagamento chiamata 'Lumaca'.

7 arresti, 23 denunce e 30 perquisizioni in tutta Italia

L'operazione ha portato nel complesso a sette arresti e 23 denunce e ad un totale di trenta perquisizioni domiciliari e informatiche in tutta Italia. Tra le denunce, anche due minorenni.

Sotto sequestro centinaia di gigabyte di video da 60 diversi supporti informatici oltre a 895 grammi di marijuana trovati nell'abitazione romana di uno degli arrestati.

In campo un vasto dispiegamento di forze che ha coinvolto insieme al Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio, anche gli uffici della Polizia Postale di diverse regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Umbria, Sardegna, Calabria e Puglia.

LEGGI ANCHE