Che la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, fosse del tutto contraria all'ampliamento della discarica 'Le Crete' era ben chiaro fin da principio. Ora arriva anche l'atto formale del Consiglio comunale che nella seduta di ieri, 10 settembre, ha approvato una specifica mozione ribadendo, quasi all'unanimità, un secco no all'incremento volumetrico.
A presentare la mozione sono stati i gruppi consiliari Civitas, FdI, Lega e Forza Italia. 11 i voti favorevoli - sindaco Tardani, Olimpieri, Panzetta, Casasole, Moscetti (Civitas), Perali e Mandolini (FdI), Fontanieri (Lega), Gialletti (FI), Palazzetti (Proposta Civica) e Caiello (Misto) e un solo contrario, Federico Giovannini (Pd).
Il capogruppo di Civitas, Matteo Panzetta, ha illustrato l'atto che prevede, tra le diverse cose, sia di inoltrare la richiesta in Regione che di promuovere un confronto istituzionale con la governatrice Proietti. Con la mozione, così si legge, si impegna il sindaco e la giunta comunale a "ribadire la netta e ferma contrarietà del Comune di Orvieto all’ampliamento della discarica Le Crete e a rappresentare tale posizione in tutte le sedi istituzionali, oltre che nell’ambito del procedimento autorizzativo regionale attualmente in corso, a chiedere in maniera formale alla Regione dell’Umbria di non autorizzare l’ampliamento di ulteriori 350mila metri cubi della discarica Le Crete e di esprimere – al termine dell’istruttoria – un provvedimento di diniego coerente con gli obiettivi dichiarati di progressiva riduzione del ricorso al conferimento in discarica, a chiedere che il Comune di Orvieto sia costantemente informato sull’andamento del procedimento autorizzativo e sulle scelte regionali relative alla programmazione impiantistica e alla gestione dei rifiuti, garantendo la massima trasparenza nei confronti della cittadinanza, a promuovere un confronto istituzionale con la Presidente della Regione Umbria finalizzato a definire una strategia condivisa che consenta di chiudere realmente il ciclo dei rifiuti senza far gravare ulteriormente sul territorio di Orvieto il peso dello smaltimento regionale".
L'avvio alla fine di agosto del Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR), da parte della Regione Umbria a seguito della richiesta di incremento pervenuta dal gestore dell'impianto, ha innescato un serrato braccio di ferro tra maggioranza in Regione e Comune di Orvieto e tra la stessa maggioranza e le forze di opposizione in Consiglio regionale. Il nodo della discordia è uno e vede polarizzate due posizioni nettamente contrapposte: la DGR del 5 gennaio 2022, risalente alla Giunta Tesei. Un atto, hanno sempre sostenuto la sindaca Tardani e l'opposizione regionale, che non ha mai autorizzato l'ampliamento. Un atto, questo hanno risposto l'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca e le forze del Patto Avanti, eredità della precedente amministrazione regionale, che invece prevedeva l'ampliamento del sito. Nel mezzo la sindaca di Orvieto ha scritto alla presidente Proietti chiedendo coerenza anche rispetto al nuovo Piano rifiuti regionale che punta a dimezzare il conferimento in discarica entro il 2030 e rispetto al quale l'ampliamento, ha sottolineato in più occasioni, non risulterebbe coerente.
Ieri, dopo i vari infuocati botta e risposta degli ultimi giorni, nell'Aula di Palazzo Cesaroni i consiglieri di opposizione hanno presentato richiesta di accesso gli atti. La domanda che pongono, reiterata nell'ultimo periodo, è: "se l'ampliamento fosse già stato autorizzato perché oggi serve un nuovo procedimento autorizzativo?". E facendo riferimento alla già citata DGR, "Se oggi è necessario un procedimento PAUR, significa che un'autorizzazione all'ampliamento non esisteva". De Luca e tutta la maggioranza tengono il punto, l'origine dell'ampliamento è in quella delibera regionale, questo hanno ribattuto, rivendicando anche i risultati ottenuti dall'Amministrazione Proietti proprio sul fronte dei rifiuti con la riduzione del 23% del flusso in discarica "in appena un anno e mezzo di mandato" e la predisposizione della Legge regionale sull'economia circolare e del Piano per la prevenzione dei rifiuti.