La sanità umbra continua a fare i conti con le liste di attesa e, per tentare di smaltirle, la Regione si affida ancora una volta alle cliniche private. Una mossa che non è passata inosservata ai gruppi di minoranza in Consiglio regionale (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc), i quali sono andati all'attacco della giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti.
Al centro della polemica c’è un nuovo stanziamento di fondi destinato al convenzionato: oltre 615mila euro per garantire 13.807 prestazioni specialistiche entro il prossimo 31 dicembre, spalmate su 17 diverse strutture private.
Quasi 14mila tra visite ed esami che, di fatto, il sistema sanitario pubblico regionale non è in grado di erogare in autonomia rispettando le tempistiche previste dalle normative.

Secondo l’opposizione di centrodestra, questa ennesima iniezione di risorse al privato certifica il "fallimento della presidente Proietti sulle liste di attesa".
I consiglieri di minoranza, in una nota congiunta, ricordano come questo nuovo affidamento segua di poche settimane un'altra operazione simile. Solo a settembre, infatti, la USL Umbria 2 aveva stanziato 600mila euro per il recupero di quasi 8.000 prestazioni sanitarie arretrate, ricorrendo sempre a strutture convenzionate.
“Il tempo della propaganda è finito”, scrivono i consiglieri regionali Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti (FdI), Laura Pernazza e Andrea Romizi (FI), e Nilo Arcudi (Tp-Uc). “I fatti stanno smontando, una dopo l’altra, tutte le promesse della presidente Proietti sulla sanità umbra”.
Il ricorso alle cliniche private, sottolinea il centrodestra, è diventato una prassi consolidata nell'ultimo biennio. Un modus operandi che viene definito "sistematico e continuo, anche in misura maggiore rispetto al passato".
I numeri forniti dalla minoranza rendono l'idea delle prestazioni delegate all'esterno: 1.522 risonanze magnetiche, 1.262 elettromiografie, 3.000 ecografie e 400 TAC.
Un volume di esami diagnostici che, accusano i consiglieri, stride con un'altra criticità del sistema sanitario regionale: il sottoutilizzo delle nuove tecnologie. Nella nota si denuncia infatti che "restano inutilizzati i nuovi macchinari installati nelle strutture pubbliche grazie agli investimenti del PNRR portati avanti dal centrodestra e civici".
L'attacco politico si sposta poi sul piano della coerenza. Il centrodestra rinfaccia alla presidente Proietti gli annunci fatti durante la campagna elettorale, accusandola di aver "dipingendo la sanità privata convenzionata come il principale nemico della sanità pubblica" e di aver promesso di "azzerare le liste d’attesa senza ricorrere ai privati".
Oggi, incalza l'opposizione, "la realtà presenta il conto". I consiglieri parlano di una "messinscena elettorale" e di una "presa in giro degli elettori", evidenziando come la giunta si ritrovi oggi a utilizzare quello stesso strumento che aveva "combattuto a parole".
Infine, la minoranza chiama in causa le forze politiche radicali e le liste civiche che hanno sostenuto l'attuale esecutivo proprio in nome della difesa della sanità pubblica, chiedendosi "che cosa hanno da dire oggi" di fronte a questa situazione e accusando la giunta di non essere capace di guidare la sanità umbra.