Il progetto Stadio-Clinica è sul punto di terminare il suo iter pubblico. La determina per il permesso a costruire della clinica privata da 122 posti letto è stata infatti predisposta dal RUP Piero Giorgini, ma la sua efficacia scatterà solo all’inizio della prossima settimana, perché ancora mancano due passaggi fondamentali.
Il Comune di Terni invierà il provvedimento a Stadium lunedì 26 ottobre, subito dopo l’apposizione del visto di regolarità contabile da parte del direttore generale Claudio Carbone, da poco nominato alla guida del Bilancio, e poi invierà la PEC alla Stadium Spa per notificare la fine del procedimento.
Fino ad allora, l'atto firmato dal responsabile unico del procedimento, l'architetto Piero Giorgini, resta privo di effetti legali operativi, mancando il completamento delle firme dirigenziali, la pubblicazione sull'albo pretorio online e la notifica alla società.
A sbloccare l'iter è stato il nulla osta della dirigente regionale Davina Boco, che ha certificato la piena conformità della struttura sanitaria privata con la programmazione dell'Umbria, dopo la rinuncia al Consiglio di Stato da parte del Comune.
Il nuovo provvedimento sostituisce la determina annullata dal Tar nel marzo del 2025, recependo gli effetti della delibera con cui, nel 2023, la giunta guidata da Donatella Tesei ha fissato i posti letto per la provincia di Terni e la domanda presentata da Stadium ai sensi del nuovo regolamento e del Modello 1 per le nuove strutture.
L'esito amministrativo del procedimento conferma che l'impianto complessivo del progetto era fattibile e in linea con la legge Stadi e le normative di settore. La duplice schermaglia davanti ai giudici amministrativi, intentata prima dalla Regione e poi dal Comune, si risolve così in un mero differimento dei tempi senza aver mutato l'esito finale degli adempimenti di parte pubblica.
Le licenze edilizie arrivano sul tavolo dell'amministratore unico Giuseppe Mangiarano a 13 mesi dal ricorso regionale notificato a ridosso della scadenza, chiudendo il percorso autorizzativo e trasferendo la partita sul terreno economico.
La sentenza del tribunale amministrativo della scorsa primavera aveva azzerato il precedente atto, rendendo necessario un raccordo tra uffici comunali e regionali. Con il riscontro favorevole sulla programmazione sanitaria rilasciato dalla dirigente Davina Boco, dopo un altro estenuante braccio di ferro legale, Palazzo Spada ha potuto ricostruire l'intero iter basandosi sulla delibera regionale del 2023.
La contesa giuridica durata oltre un anno non ha modificato la sostanza del piano urbanistico, confermandone la fattibilità tecnica già tracciata dalle prime conferenze di servizi, anche in ragione delle indicazioni venute dalla sentenza del Tar dell'Umbria e dalle modifiche programmatorie avvenute con la precedente giunta Tesei.
Resta il dato temporale: i tredici mesi trascorsi nelle aule giudiziarie hanno restituito un contesto societario e di mercato radicalmente diverso rispetto a quello di partenza. Innanzitutto per il fallimento della Ternana Calcio, evento generato proprio a seguito dei contenziosi, e poi per il mututato contesto economico-finanziario globale.
Con la notifica del provvedimento, la società di scopo originariamente costituita dalla Ternana Calcio acquisirà la titolarità completa dei titoli abilitativi previsti dalla legge stadi. Nel portafoglio di Stadium confluiscono la convenzione per il diritto di superficie sull’area del Liberati e sugli spazi commerciali, il titolo a costruire il nuovo impianto sportivo e la licenza per la clinica.
La struttura sanitaria rappresenta il cardine dell'intera architettura finanziaria: è la componente privata deputata a generare il flusso economico necessario per sostenere l'investimento di interesse pubblico.
La disponibilità degli atti urbanistici non equivale all'apertura immediata dei cantieri, ma costituisce la condizione minima per impostare la raccolta dei capitali sul mercato del credito.
Una situazione non facile con la società di scopo che ha come azionisti il collegio dei curatori fallimentari, che è in fase di dismissione con un'asta giudiziaria e che deve fare i conti con quasi due anni sprecati dalla predisposizione del PEF.
Per garantire la sostenibilità complessiva dell'operazione - ma si tratta solo di uno scenario ancora da verificare - potrebbe profilarsi la necessità di un riequilibrio del Piano economico-finanziario (PEF), con una conseguente rimodulazione della durata della convenzione.

Le quote sociali di Stadium sono state inserite nell'asta della procedura fallimentare fissata per il prossimo 17 novembre 2026, con una base fissata a 7 milioni di euro e un'offerta minima a quota 5,25 milioni. Chi sceglierà di concorrere per rilevare la società dovrà valutare i titoli edilizi ormai perfezionati insieme alla valutazione delle probabilità di successo dell’azione intrapresa dalla curatela.
Sul perimetro, relativo alla Ternana Women e al terreno su cui dovrebbe sorgere la clinica, grava infatti l'azione revocatoria fallimentare promossa dai curatori sull'operazione di cessione del ramo d'azienda risalente al luglio del 2023, prima del passaggio del club a Pharmaguida.
La causa legale vede contrapposti il dottor Angeli e l'avvocato Ferrara all’università telematica Unicusano, determinando una situazione negoziale complessa per il futuro del progetto.
L'ateneo telematico occupa, infatti, una posizione nodale: da una parte subisce l'azione legale della procedura fallimentare, dall'altra è il potenziale acquirente della struttura sanitaria, per la quale è stato sottoscritto un contratto preliminare.

Come dicevamo, il collegamento finanziario tra la clinica e Unicusano è regolato da un contratto preliminare per l’acquisto del ramo d'azienda sanitario, valore stimato dal PEF in 14 milioni di euro. Il preliminare era stato ceduto alla famiglia Rizzo, che però - per via del contenzioso della Regione - ha deciso di fare marcia indietro. Pochi mesi dopo è arrivata la richiesta di liquidazione della Ternana.
Nell'ambito della programmazione economico-finanziaria alla base del progetto, quella iniziezione di liquidità di 14 milioni costituisce la base di equity indispensabile per Stadium per attivare la leva creditizia e contrattualizzare i prestiti bancari (con Istituto per il Credito Sportivo e altri soggetti) per lo stadio e le aree commerciali.
Non si tratta della somma necessaria a coprire tutti i lavori, ma dell'apporto diretto utile a garantire le banche e dare avvio operativo al piano di finanziamento. Con l’efficacia della determina, l'amministratore Mangiarano potrà formalizzare a Unicusano che le condizioni sospensive legate al rilascio dei titoli edilizi sono formalmente adempiute.
La decisione successiva spetterà però all'ateneo di Roma e ai suoi legali, chiamati a scegliere se dare segito all'operazione e versare le risorse per il contratto definitivo o riconsiderare l'impegno alla luce della revocatoria fallimentare in corso.
La pronuncia attesa lunedì dal Comune di Terni chiude definitivamente il lungo capitolo amministrativo, affidando la realizzazione del nuovo Liberati agli esiti dell'asta autunnale e al closing sui 14 milioni di euro.