Stefano Bandecchi stuzzica con ironia e sarcasmo le opposizioni e sotto Palazzo Spada, in grisaglia blu e fascia tricolore, rimescola le carte nella partita sulla propria permanenza alla guida di Palazzo Spada.
“Io non vedo l’ora di andare in vacanza”, taglia corto il sindaco di Terni ai microfoni di Tag Umbria +, stuzzicando le forze di minoranza, accusate di restare immobili proprio nel momento in cui disporrebbero delle prerogative formali e dei numeri per sfiduciarlo o decretarne la decadenza.
La sortita arriva a margine dell'incontro tra il nuovo vescovo della diocesi, monsignor Alfonso Raimo, e le massime autorità civili e militari della città. Con il sindaco che ha fatto gli onori di casa, cercando di dare anche la dimostrazione plastica di essere ancora pienamente in sella nonostante la crisi.
Interpellato sull’eventualità di contatti politici in corso con le altre forze consiliari, partiti o singoli consiglieri comunali il primo cittadino esclude qualsiasi trattativa.
“No, no - dice scuotendo la testa - io non sto prendendo nessun contatto. Guardi, io non sto facendo niente, stanno facendo tutto da soli”, scandisce Bandecchi, rivendicando la tenuta dell’amministrazione. Il riferimento è anche all'iter dei provvedimenti all’ordine del giorno nelle commissioni consiliari.
“Ho visto che in Terza commissione ieri è passato tutto. E anche questo, che le devo dire, l'ho reputata una cosa strana”, osserva il sindaco davanti ai cronisti.
Bandecchi traccia un netto contrasto tra la situazione attuale e i mesi segnati dai ripetuti tentativi delle opposizioni di sollecitarne la rimozione. “Mi veniva in mente in questi giorni che tutti i mesi, almeno due o tre volte, le opposizioni sono andate dal prefetto per farmi andare a casa”, sottolinea il primo cittadino.
Il sindaco cita le iniziative parlamentari promosse dagli esponenti del Partito Democratico Walter Verini e Anna Ascani, insieme a Emma Pavanelli del Movimento 5 Stelle.
“Mi ricordo anche che alla Camera dei Deputati, per ben tre o quattro volte, sono andati per tentare di dire a Piantedosi che dovevo andare a casa”, rimarca con fermezza. A quel pressing istituzionale verso il ministro dell’Interno, fa notare il sindaco, si contrappone oggi l’assenza di atti formali nell'aula consiliare.
“Oggi che mi possono mandare a casa, non si è ancora mosso nessuno”, punge Bandecchi rilanciando la sfida aperta alle minoranze.
La tensione politica si traduce poco dopo in un botta e risposta diretto con Valdimiro Orsini, consigliere della lista Terni Masselli Sindaco. Sotto i portici di Palazzo Spada, il sindaco mette in piedi un piccolo show davanti anche ai carbinieri e ai giornalisti.
Bandecchi affronta col sorriso sulle labbra l'esponente di minoranza dell'area popolare e democratica, rinnovando la sfida a formalizzare la richiesta le dimissioni: “Ragazzi, però, più che pagare il notaio io non posso fare, cioè io ho dato il bonus a tutti”.
Orsini ribatte ricordando i passaggi istituzionali previsti dal regolamento: per sciogliere il Consiglio comunale basta la firma di diciassette consiglieri dal segretario generale oppure le dimissioni spontanee e congiunte della maggioranza dei consiglieri.
“Lo so, lo so, lo so - ribatte Bandecchi - ma non mi avevate fatto manco questo, l'avevo detto. Andiamo oggi dal segretario!”, La scenetta finisce con una risata e con un piccione che svolazzando sulle teste degli amministratori fa volare una deiezione.
"Sindaco non piove, è il piccione - gli gridano fotografi e consiglieri - vede che porta fortuna...?".
Il sindaco chiude il confronto con una battuta sui suoi impegni all’estero: “Ma scusatemi, mi stanno aspettando negli Stati Uniti e voi mi volete trattenere qui a Terni a forza a fare il sindaco...”.
Appuntamento a lunedì in sala consiliare.