Ecco "Terni Sarà", il disegno integrato della città del futuro. Una idea programmatica che vale tanto in termini di visione, ma che è ancora difficile quantificare nel dettaglio in termini di valore degli investimenti.
L'assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica Sergio Anibaldi a fare da padrone di casa, il vicesindaco Paolo Tagliavento nel ruolo di gran cerimoniere e di coordinatore dell'evento, tutta la giunta comunale schierata a dare un senso di unità e compattezza.
E poi tanti dirigenti comunali, da Giorgini alla Sassi, passando per Bedini e Filena, con la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli e qualche consigliere comunale di maggioranza a cercare di dimostrare che il fulmine a ciel sereno dello strappo con il gruppo dei dissidenti non ha messo in discussione la tenuta della maggioranza.
Per la presentazione è stata scelta la location evocativa della terrazza del Pentagono comunale, in corso del Popolo, da cui la stampa e i curiosi hanno potuto ammirare una vista inconsueta di una Terni bellissima sotto il sole di ottobre, con i tetti rossi spersi nel verde sotto l'azzurro del cielo autunnale.
A tracciare le linee guida dell'ambiziosa manovra urbanistica è lo stesso titolare della delega ai lavori pubblici. Ai microfoni di TagUmbria+, Anibaldi chiarisce l'orizzonte temporale e politico dell'intervento.
“Oggi abbiamo proprio presentato un documento programmatico che ha proprio l'ambizione di poter pensare la Terni che sarà, la Terni del futuro, una Terni più bella, una Terni più sostenibile, più accogliente e soprattutto più a dimensione di uomo, che possa trovare le soluzioni per tutte le parti di questa città, dal commercio, dagli operatori economici, ai residenti, ai fruitori, ai bambini, agli anziani”.
Sulla terrazza del palazzo comunale, mentre Anibaldi passa in rassegna i cartelli disseminati come un percorso ideale lungo tutto il rooftop, c'è tutta la squadra di governo cittadino. Anche se non mancano gli "osservatori politici" dei partiti di opposizione.
Una squadra che ci tiene a farsi vedere coesa con il sindaco Bandecchi e pronta a mettere in campo un progetto organico di rilancio urbanistico, ambientale, di mobilità e di coesione territoriale per la "Terni che sarà".
Non è la Dubai che Bandecchi aveva evocato per descrivere il suo modello di città, scatenando anche le polemiche dell'opposizione, ma è l'integrazione di una serie di progetti, iniziative, programmi e strategie operative che delineano una città pronta alle sfide della sostenibilità, della modernità, del miglioramento del vivere urbano e della riduzione dell'impatto ambientale.

Il piano nasce dalla consapevolezza che l'assetto attuale richieda una razionalizzazione non più rinviabile, sostenuta da un rigoroso studio sui flussi.
Le analisi condotte sui dati di traffico fotografano infatti una mobilità fortemente sbilanciata sui brevi percorsi cittadini: oltre il 12% dei veicoli (pari a 1.021 spostamenti nell'ora di punta mattutina) si muove per tragitti inferiori ai 2 chilometri, il 24% (2.186 spostamenti) percorre meno di 3 chilometri e oltre il 35% (3.206 tragitti) non supera i 4 chilometri.
L'assessore conferma l'impronta unitaria della strategia. “Questa è una serie di azioni che vanno verso lo studio di soluzioni per la mobilità sostenibile, per la rigenerazione urbana, per il decoro urbano e per la sicurezza, che si uniscono in un unico disegno, in un'unica visione che si concretizza con delle azioni reali, che hanno l'ambizione di essere attuate in un periodo breve, 6 mesi, medio, 12 mesi e di lungo termine, perché la città ha bisogno di interventi immediati”.
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La trasformazione più radicale per la vita quotidiana dei residenti e delle attività commerciali si consumerà nel cuore antico della città.
Il paradigma tradizionale del divieto cede il passo a una formula di regolazione dinamica: la Zona a Traffico Limitato viene progressivamente riconvertita in Zona ad Accessibilità Controllata (ZAC). Un cambio filosofico, prima ancora che logistico, che punta ad abbandonare la logica puramente sanzionatoria per valorizzare la vivibilità e le relazioni.
Spiegando la nuova conformazione, Anibaldi chiarisce come cambierà la sosta: “L'intervento ha la finalità di qualificare il centro, non di portare macchine, quindi andremo a individuare delle azioni dentro a questo nuovo sistema di zona d'accesso controllato, dove andremo a valutare l'apertura di un tempo limitato con dei permessi virtuali nella zona, ma realizzando quelli che noi chiamiamo nuovi parcheggi, coffee and go, dove tu puoi fermarti per un tempo limitato e poi riesci, ma che diventano punti non di passaggio, ma di socialità”.
I posti auto "Coffee and Go" rappresenteranno una valvola di sfogo per le commissioni rapide e l'accompagnamento, gestiti attraverso varchi telematici e un database di targhe abilitate che selezionerà anche i veicoli in base alle classi emissive.
Il sistema integrato si poggerà su una ridefinizione della tariffazione a cerchi concentrici, volta a disincentivare la sosta di superficie prolungata e spingere verso i parcheggi di struttura poco valorizzati, preservando formule agevolate per i residenti.

L'alleggerimento del traffico privato all'interno della ZAC troverà una sponda operativa nell'immediato potenziamento del trasporto pubblico su gomma. L'asse storico del Cardo e del Decumano vedrà l'ingresso in esercizio di minibus elettrici a frequenza serrata: venti fermate complessive che cuciranno l'area pedonalizzata ai principali parcheggi di attestamento e di interscambio, con tempi di attesa inferiori ai 10 minuti.
Dalla mobilità collettiva a quella dolce il passo è breve, con l'estensione delle aree a velocità calmierata. Ai microfoni di TagUmbria+, Anibaldi ribadisce la volontà dell'amministrazione.
“Il PUMS lo prevede, noi le abbiamo già individuate quattro che vorremmo realizzare, quelle zone 30 hanno la finalizzazione di poter far convivere le auto con i veicoli, la mobilità dolce, le biciclette, i pedoni e anche e soprattutto a tutela dell'utente più debole”.
I settori individuati per l'abbattimento della velocità a 30 km/h comprendono Città Giardino, via Battisti, l'area di Cardeto, oltre agli assi di via dell'Annunziata e via Primo Maggio.
Parallelamente debutteranno le "strade scolastiche", con quattro progetti pilota di urbanistica tattica volti a blindare la sicurezza all'uscita delle scuole Mazzini, Vittorio Veneto, Marconi e Cianferini, trasformando l'asfalto davanti agli accessi in piazze pedonali colorate e arricchite da verde urbano.

La trasformazione degli spazi non peserà esclusivamente sulle casse pubbliche, ma aprirà alla cooperazione diretta con residenti e operatori economici. Un approccio partecipativo che l'assessore rivendica.
“Questa è un'idea programmatica che discuteremo in riunioni che possono determinare dei miglioramenti, che possono determinare delle modifiche ed è auspicabile l'intervento di chi ama Terni, di chi ha la volontà che Terni sia migliore, per esempio come via Angeloni. Lì c'è stato proprio un esempio classico. Dentro a questo schema, abbiamo messo anche dei soldi, l'abbiamo attuato, abbiamo regolamentato anche la gestione da parte dei commercianti di quella via che cureranno la manutenzione e ci faranno degli eventi”.
Sul fronte dei costi complessivi e dei tempi realizzativi, Anibaldi non si sbilancia su cifre astratte. “Il piano può valere tanto in termini di visione, in termini economici lo vedremo in maniera seria quando andremo a fare un approfondimento esecutivo. Abbiamo già delle idee sulle coperture”.
E a chi gli chiede da dove partirà la cantierizzazione, la replica è puntuale: “Viale Turati già è un progetto approvato, c'è il bando per assegnare i lavori che scade il 19 ottobre”.
La visione di lungo termine andrà poi a completarsi con la rete delle cerniere di mobilità, l'introduzione del Bus Rapid Transit (BRT) a idrogeno o elettrico lungo la direttrice Stazione-Ospedale-San Valentino, e la chiusura degli anelli stradali esterni tramite la variante di Borgo Rivo, la tangenziale Sud-Ovest da 96 milioni di euro complessivi e la bretella Staino-Pentima.