16 Sep, 2026 - 11:30

Umbria, oltre 1.500 anziani non autosufficienti in attesa di un posto. Romizi e Giambartolomei lanciano l'allarme

Umbria, oltre 1.500 anziani non autosufficienti in attesa di un posto. Romizi e Giambartolomei lanciano l'allarme

È "un'emergenza sociale" quella che viene fuori dai dati. In Umbria gli anziani non autosufficienti che attendono di essere presi in carico nelle residenze protette sono 1.519. Nell'attesa, moltissime sono le famiglie che si rivolgono ai privati dove pagano rette salate che superano i 3.600 euro al mese. Il problema è politico dicono i consiglieri regionali Matteo Giambartolomei (FdI) e Andrea Romizi (FI) puntanto il dito contro l'amministrazione regionale che su questo, dicono, si è limitata ad "annunci, tavoli di lavoro e promesse rinviate al futuro". I due consiglieri evidenziano "gravissime criticità nella presa in carico degli anziani non autosufficienti nelle strutture residenziali umbre" e annunciano un'interrogazione in Giunta.

"Una situazione drammatica" tra liste che raddoppiano e famiglie in difficoltà

Che la popolazione umbra stia diventando sempre più anziana, non è certamente un mistero. Ma l'età che avanza porta con sé anche nuove fragilità che richiedono una risposta in termini di tutela della salute. Su questo, asseriscono Romizi e Giambartolomei, la situazione è "drammatica". In base ai numeri forniti dalla stessa Giunta "gli anziani in lista d’attesa erano 617 al 31 maggio 2025, sono saliti a 648 il 17 luglio dello stesso anno e hanno raggiunto quota 1.519 al 31 gennaio 2026, di cui 708 nella Usl Umbria 1 e 811 nella Usl Umbria 2. In appena sei mesi la lista è dunque più che raddoppiata".

Il peso assistenziale ed economico di tutto ciò, affermano, è sulle spalle delle famiglie. "Al 31 gennaio 2026 risultavano complessivamente 1.588 posti letto convenzionati, 733 nella Usl Umbria 1 e 855 nella Usl Umbria 2. La presidente Stefania Proietti aveva annunciato che nel nuovo Piano sociosanitario sarebbe stato previsto il raddoppio dei posti disponibili nelle strutture residenziali e semiresidenziali" incalzano.

Il "paradosso" delle strutture convenzionate

Ad aggravare il quadro, spiegano, ci sono le Aziende sanitarie che "continuano a respingere le richieste delle strutture accreditate disponibili ad aumentare i posti convenzionati. Posti che consentirebbero di dimezzare la quota della retta a carico delle famiglie. È questo il paradosso più grave: le strutture sono pronte, il bisogno è evidente e certificato, ma la Regione continua a tenere bloccati i convenzionamenti".

La questione, rimarcano, si trascina da tempo. "Già nel settembre 2025 la presidente Proietti aveva annunciato in Assemblea legislativa un percorso per definire i criteri delle convenzioni e degli avvisi pubblici, regolare la gestione delle liste d’attesa, realizzare una piattaforma informatica per incrociare domanda e offerta e organizzare il circuito finanziario. La Giunta Tesei, con la delibera 1068 del 18 ottobre 2023, tuttora pienamente in vigore, aveva già autorizzato il raddoppio entro il 2027 dei posti letto autorizzati e accreditati nelle residenze protette".

L'affondo sulle tasse: "Sarebbe inaccetabile sostenere che non ci sono i fondi"

I due consiglieri regionali tirano in ballo anche la manovra fiscale "voluta dalla maggioranza" che "produce 184 milioni di euro di maggiori entrate" e fanno un po' di conti. "Il raddoppio delle prese in carico – spiegano – richiederebbe circa 30 milioni di euro aggiuntivi l’anno, considerando un costo per il Servizio sanitario regionale di 60 euro al giorno per ciascun anziano, pari alla metà della tariffa complessiva di 120 euro".

"La Giunta - chiedono - chiarisca allora quante di queste risorse intende destinare agli anziani non autosufficienti. Dopo aver aumentato pesantemente le tasse agli umbri, sarebbe inaccettabile sostenere che non ci siano i fondi per garantire assistenza alle persone più fragili e un sostegno concreto alle loro famiglie".

"Le famiglie umbre non possono più aspettare - concludono Giambartolomei e Romizi -. Proietti smetta di rinviare ogni soluzione al futuro Piano sociosanitario e dica con chiarezza quanti posti verranno convenzionati, con quali risorse e soprattutto entro quale data".

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