31 Oct, 2026 - 15:44

Città della Pieve, ispezione dei Carabinieri Nas in un ristorante: bloccati 27 kg di alimenti

Città della Pieve, ispezione dei Carabinieri Nas in un ristorante: bloccati 27 kg di alimenti

Pesce, carne e verdure scaduti, oltre a carenze nelle procedure di conservazione degli alimenti. È quanto hanno riscontrato i Carabinieri durante un controllo in un ristorante del centro storico di Città della Pieve, concluso con sanzioni per un totale di 3mila euro e il blocco sanitario di circa 27 chilogrammi di prodotti, che dovranno essere distrutti.

L'ispezione è stata condotta nei giorni scorsi dai militari della locale Stazione insieme ai colleghi del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Perugia.

Le verifiche hanno fatto emergere la presenza di alimenti oltre la data di scadenza e non conservati secondo le procedure di autocontrollo previste per garantire il rispetto delle corrette prassi igieniche. Le irregolarità hanno portato all'applicazione delle sanzioni e al provvedimento di blocco sanitario sui prodotti interessati, impedendone l'ulteriore utilizzo.

L'intervento si è concluso con la segnalazione delle violazioni alle autorità competenti. Non è stata invece disposta la chiusura temporanea del ristorante, che non è stato quindi sottoposto a un provvedimento di sospensione dell'attività.

Città della Pieve, il controllo dei Nas: trovati pesce, carne e verdure scaduti

L'ispezione è scattata nell'ambito delle attività di controllo sulla sicurezza alimentare svolte dai Carabinieri sul territorio. I militari della Stazione di Città della Pieve hanno operato insieme al personale del Nas di Perugia, reparto specializzato nelle verifiche igienico-sanitarie e nella tutela della salute pubblica.

Durante gli accertamenti all'interno del ristorante, i Carabinieri hanno individuato prodotti appartenenti a diverse categorie alimentari, tra cui pesce, carne e verdure, risultati scaduti.

Oltre alla presenza di alimenti non più utilizzabili, è stata rilevata una gestione della conservazione non conforme alle procedure di autocontrollo per la corretta prassi igienica di tenuta. Si tratta di aspetti distinti ma strettamente collegati nella gestione di un'attività di ristorazione: da una parte la verifica delle date di scadenza e dell'idoneità dei prodotti, dall'altra il rispetto delle modalità con cui devono essere conservati.

La corretta gestione delle scorte e il controllo periodico degli alimenti sono infatti passaggi essenziali per evitare che prodotti non conformi vengano mantenuti tra quelli destinati alla preparazione dei pasti. Nel caso accertato a Città della Pieve, le criticità riscontrate hanno interessato circa 27 chilogrammi di alimenti. Il quantitativo è stato sottoposto a blocco sanitario e dovrà essere avviato alla distruzione.

Le irregolarità nella conservazione e le procedure di autocontrollo alimentare

Tra gli aspetti contestati durante l'ispezione figurano anche le modalità di conservazione degli alimenti, che non sarebbero risultate conformi alle procedure di autocontrollo adottate per garantire il rispetto delle norme igieniche. 

Per gli esercizi di ristorazione, la gestione degli alimenti deve seguire criteri precisi, dalla loro ricezione alla conservazione, fino alla preparazione e alla somministrazione.

La normativa europea in materia di igiene degli alimenti, in particolare il Regolamento CE 852/2004, attribuisce agli operatori del settore alimentare la responsabilità di garantire il rispetto dei requisiti igienici nelle attività sottoposte al loro controllo.

In questo quadro rientrano i sistemi di autocontrollo basati sui principi HACCP, attraverso i quali vengono individuati e gestiti i possibili rischi connessi alle diverse fasi della filiera alimentare. Per un ristorante, ciò significa predisporre procedure adeguate e verificarne l'applicazione, controllando le condizioni dei prodotti e le modalità di conservazione.

La presenza di alimenti scaduti e il mancato rispetto delle procedure igieniche possono infatti determinare situazioni di non conformità, che gli organi di controllo sono chiamati a rilevare e sottoporre alle autorità competenti.

Le verifiche effettuate a Città della Pieve hanno portato proprio alla contestazione di irregolarità riconducibili a questi ambiti. Non sono stati tuttavia diffusi ulteriori particolari sulle singole carenze riscontrate, né sono state indicate specifiche anomalie relative alle temperature di conservazione o alla catena del freddo.

Sanzioni per 3mila euro e blocco sanitario: nessuna chiusura del ristorante

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno elevato sanzioni per un importo complessivo di 3mila euro. È stato inoltre disposto il blocco sanitario su circa 27 chilogrammi di alimenti, che dovranno essere distrutti e non potranno quindi essere utilizzati per la preparazione o la somministrazione dei pasti.

L'attività è stata segnalata alle autorità competenti per i successivi adempimenti. Il provvedimento ha riguardato i prodotti risultati non conformi, senza determinare la sospensione temporanea del ristorante. Come precisato dal Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia, infatti, non è stata disposta alcuna chiusura dell'esercizio.

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