31 Oct, 2026 - 15:17

Spoleto, fermato in monopattino con la carta d’identità elettronica manomessa: denunciato 38enne

Spoleto, fermato in monopattino con la carta d’identità elettronica manomessa: denunciato 38enne

Una carta d'identità elettronica con il microchip rimosso, trovata durante un controllo mentre circolava in monopattino nel centro cittadino. È quanto hanno accertato i Carabinieri della Compagnia di Spoleto nei confronti di un uomo di 38 anni, denunciato alla Procura della Repubblica per l'ipotesi di reato di falsità materiale commessa da privato. Il documento, intestato all'uomo ma risultato visibilmente alterato, è stato sottoposto a sequestro penale.

L'intervento è stato effettuato dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile durante un servizio di pattugliamento pomeridiano, predisposto per la prevenzione e il contrasto dei reati.

Nel corso del passaggio in una via del centro, l'attenzione dei Carabinieri è stata richiamata dal 38enne alla guida di un monopattino elettrico. I militari hanno quindi deciso di procedere al controllo e alle verifiche sui documenti in suo possesso.

È stato in questa fase che è emersa l'anomalia. L'uomo aveva con sé una Carta d'identità elettronica (CIE) a lui intestata, nella quale il componente elettronico risultava rimosso dalla sede appositamente destinata ad accoglierlo.

Un'alterazione visibile che, secondo quanto ricostruito dai militari, comprometteva l'integrità del documento e le relative caratteristiche di sicurezza e autenticità.

Carta d'identità elettronica manomessa a Spoleto: il microchip era stato rimosso

La particolarità riscontrata dai Carabinieri riguarda uno degli elementi distintivi della carta d'identità elettronica. Il microchip, collocato in un'apposita sede all'interno del documento, costituisce infatti una componente essenziale per le sue funzionalità digitali e per i sistemi di protezione dei dati del titolare.

La sua presenza consente di supportare le procedure di identificazione elettronica e di verificare le caratteristiche di sicurezza della carta. La rimozione del componente altera quindi la struttura originaria della CIE e può compromettere le operazioni attraverso le quali viene verificata l'autenticità del documento e l'identità del titolare.

Nel caso accertato a Spoleto, i militari hanno rilevato che il microchip non era più presente nella propria sede. La carta, pur essendo intestata al 38enne, presentava dunque una modifica materiale rispetto alle caratteristiche previste per il documento elettronico. È stata questa circostanza a determinare il successivo intervento dei Carabinieri e l'avvio degli adempimenti di natura penale.

La denuncia per falsità materiale e il sequestro penale del documento

Al termine degli accertamenti, i militari hanno proceduto al sequestro penale della carta d'identità elettronica e alla denuncia dell'uomo alla Procura della Repubblica di Spoleto. L'ipotesi di reato contestata è quella di falsità materiale commessa da privato.

Il documento è stato quindi acquisito nell'ambito degli accertamenti, mentre la posizione del 38enne è stata sottoposta all'attenzione dell'autorità giudiziaria. Sarà ora la Procura a valutare gli elementi raccolti e gli eventuali ulteriori sviluppi della vicenda.

I controlli dei Carabinieri nel centro di Spoleto

L'episodio è emerso nell'ambito di un servizio di pattugliamento pomeridiano condotto dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Spoleto. L'attività, secondo quanto riferito dal Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia, era finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei reati sul territorio.

Il controllo del monopattino ha portato a una verifica documentale dalla quale è emersa l'alterazione della carta d'identità. Un accertamento che ha consentito ai militari di procedere al sequestro e di trasmettere la denuncia all'autorità giudiziaria competente.

Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come precisato nel comunicato del Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia, all'uomo non può essere attribuita alcuna responsabilità fino a una sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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