Nel 2026 ricorre il centenario dalla nascita di Dario Fo e proprio l'Umbria, che il Premio Nobel, scomparso dieci anni fa, aveva scelto come suo "buen retiro", è l'epicentro dell'intenso calendario di eventi promosso per l'anniversario. Ancora quest'anno, si celebrano anche gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi. Proprio unendo questi due importanti eventi è nata la nuova produzione dello spettacolo 'Lu Santo Jullàre Françesco', di Dario Fo e Franca Rame, coprodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e il Teatro Stabile dell’Umbria. Sul palco ci sarà l'istrionico Matthias Martelli che tra 4 e 22 novembre toccherà vari teatri umbri.
L'opera scritta da Dario Fo nel 1999, due anni dopo aver ricevuto il Nobel, riassume sia la modernità del santo che l'essenza della produzione narrativa e linguistica dello stesso autore.
Si tratta di un monologo a più voci dove in scena c’è un solo attore e vi trovano spazio diversi registri: dal comico al malinconico, passando per la poesia e il grottesco, il tutto nel segno dell'ironia.

Il modello è quello del celeberrimo 'Mistero buffo', fondendo giullarate alla vita e al messaggio del Santo che qui diventano gli strumenti per indagare il presente. Esattamente come il Poverello si era spogliato di ogni orpello terrenno, allo stesso modo l'attore sul palco ha a disposizione solamente sé stesso - corpo, voce e gesti - aggregando una pluralità ricchissima di registri linguistici: lombardo-veneto, napoletanesco, volgare del centro Italia e, naturalmente, il grammelot.
Martelli, che aveva già portato in scena 'Mistero buffo' con la regia di Eugenio Allegri, rinvigorisce la scrittura di Dario Fo e, al contempo, restituisce un Francesco profondamente umano e contemporaneo.
"Fo ha scritto due versioni di 'Lu Santo Jullàre Françesco': la prima nel 1999 in lombardo-veneto (la lingua madre del suo Mistero buffo) con una giullarata in napoletanesco; la seconda nel 2014 interamente in un volgare del centro Italia, che mescola umbro, toscano e marchigiano con alcune inflessioni settentrionali" spiega Martelli.

"Nella mia nuova edizione, le due versioni vengono fuse in un unico spettro linguistico: Francesco è il Santo d’Italia, quindi ho voluto mescolare drammaturgicamente le due edizioni, toccando metaforicamente l’intera penisola. Ci saranno quindi una giullarata in lombardo-veneto, una in napoletanesco, due in volgare del centro Italia" aggiunge. L'attore è interventuo anche anche il profilo dei contenuti modificando e attualizzando il testo di Fo, una materia viva e in divenire.
Lo spettacolo aprirà il suo tour umbro dal Teatro Morlacchi di Perugia mercoledì 4 novembre e sarà in replica fino a domenica 8 novembre (mercoledì ore 20.45, giovedì ore 19.30, venerdì ore 20.45, sabato ore 18, domenica ore 17). Da martedì 10 a sabato 14 novembre, approderà al Teatro Secci di Terni (tutti i giorni alle ore 20.45 e il sabato alle ore 18), quindi toccherà il Teatro Manini di Narni domenica 15 alle ore 21 e lunedì 16 alle ore 15.
Previsto anche un evento collaterale dedicato ai più piccoli, dal titolo 'Mentre i grandi sono a teatro' in programma sabato 7 novembre alle 18, al Centro Studi Sergio Ragni all'interno del Teatro Morlacchi, a cura della Cooperativa 'Densa' che proporrà laboratori creativi e suggestivi per bambini e bambine come offerta aggiuntiva rivolta a genitori interessati a seguire la Stagione".