31 Oct, 2026 - 16:30

Terni, FdI incalza il Pd: “Firmi per sfiduciare Bandecchi”. L'equivoco su AP e il nuovo partito

Terni, FdI incalza il Pd: “Firmi per sfiduciare Bandecchi”. L'equivoco su AP e il nuovo partito

Fratelli d’Italia alza il tiro e prova a mettere all’angolo la sinistra ternana, accusata di aver smarrito la propria determinazione nel contestare l'amministrazione comunale nel momento in cui la maggioranza del sindaco Stefano Bandecchi mostra crepe e difficoltà numeriche.

Secondo una nota diffusa oggi dal coordinamento provinciale, da quello comunale e dal gruppo consiliare dei meloniani, l’iniziativa del centrodestra per raccogliere le firme necessarie a sciogliere il Consiglio comunale è diventata l'immediato banco di prova per il Partito Democratico e per le altre minoranze. A cominciare dai quattro ex bandecchiani. 

Alla raccolta promossa da FdI si sono uniti Orlando Masselli (FN) e Cinzia Fabrizi del gruppo misto, oltre al consigliere del Movimento 5 Stelle Claudio Fiorelli.

Uno schieramento a cui però mancano le sottoscrizioni dei dem, rei secondo via della Bardesca di aver chiesto per mesi le dimissioni del primo cittadino senza passare adesso dalle parole all'atto formale.

A complicare il quadro politico locale si è inserito nelle ultime ore un malinteso generato dai social network, legato al post con cui Alternativa Popolare ha annunciato un’intesa con il centrodestra per le future tornate elettorali.

Un accordo di respiro nazionale che nulla ha a che spartire con le vicende amministrative di Palazzo Spada. I destini di Stefano Bandecchi e del presidente di AP Paolo Alli si sono infatti separati già a gennaio, dopo il varo di Dimensione, il nuovo movimento del sindaco.

Mentre Alli guida una formazione distinta e vicina al centrodestra, a Terni la partita politica resta circoscritta allo scontro tra chi vuole chiudere la consiliatura e chi, stando all'atto d'accusa di Fratelli d’Italia, continua a temporeggiare. Mentre le vicende di Alernativa Popolare, il cui nome rimane nel gruppo consiliare del sindaco, sono totalmente disgiunte da quelle ternane.

Comune di Terni, firme per sfiduciare Bandecchi: FdI attacca il Pd

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L’offensiva dei meloniani arriva tramite una presa di posizione congiunta del gruppo consiliare e dei coordinamenti comunale e provinciale di Fratelli d'Italia, che denunciano una palese contraddizione tra proclami e azioni concrete da parte della sinistra.

“L’iniziativa promossa da Fratelli d’Italia e dal centrodestra, alla quale hanno aderito anche i consiglieri Masselli di Futuro Nazionale e Fabrizi del gruppo misto, ha fatto emergere una contraddizione che riguarda da una parte il PD e dall’altra quei consiglieri che si dichiarano oppositori di Bandecchi ma che arretrano quando devono assumersi una responsabilità concreta”, scrivono gli esponenti di FdI.

Nel mirino finisce l’atteggiamento tenuto dai dem durante le fasi in cui il quadro numerico dell'amministrazione sembrava inattaccabile.

“Il PD ha invocato manifestazioni, promosso interrogazioni parlamentari e chiesto ripetutamente le dimissioni del sindaco quando Bandecchi disponeva di una maggioranza solida. Altri hanno accompagnato quelle richieste con dichiarazioni altrettanto categoriche”, rimarca la nota.

Il nodo politico, secondo il centrodestra, si concentra sull'incapacità dell'opposizione di affondare il colpo quando l'assetto consiliare evidenzia elementi di rottura. E "nonostante vi siano state iniziative come la costituzione di nuovi gruppi e fuoriuscite eclatanti".

“Oggi che quella maggioranza si è frantumata e, sulla carta, si apre uno spazio per concludere la consiliatura, alle parole non seguono le firme”, evidenzia FdI.

Dalle dimissioni dal notaio alla mozione: lo scontro sulle opposizioni

La critica di Fratelli d'Italia si spinge a toccare la tenuta politica e personale dei singoli rappresentanti delle minoranze a Palazzo Spada.

“Erano determinati nel chiedere a Bandecchi di lasciare, lo sono molto meno quando devono mettere in discussione anche il proprio incarico”, incalza il comunicato dei meloniani.

La replica preventiva a chi obietta che le sottoscrizioni depositate non siano al momento sufficienti per dichiarare decaduta l'assise civica è altrettanto netta.

“Sappiamo perfettamente che le sottoscrizioni raccolte non bastano a sciogliere il Consiglio, ma chi indica le firme mancanti come prova dell’inutilità dell’iniziativa dovrebbe spiegare perché non aggiunge la propria salvo indicare la mozione di sfiducia come strumento esattamente analogo e che anch'esso ha bisogno dell’apporto di tutti per raggiungere lo scopo”.

Per FdI, dunque, “la mancanza dei numeri non può diventare l’alibi di chi rinuncia a costruirli oggi per averli magicamente domani”.

Il giudizio del partito della premier Meloni fotografa quindi “due opposizioni molto schizofreniche”: una prima, formata dall'ex maggioranza che “vede nella debolezza altrui una opportunità per trovare nuovi spazi ma scompare alla prima chiamata”; e l'altra, quella del Pd, che “appare risoluta nei comunicati ma timorosa nelle scelte”.

La sfida sulla mozione di sfiducia e le firme del Movimento 5 Stelle

I rappresentanti di Fratelli d'Italia rivendicano la coerenza del proprio operato, richiamando la convergenza istituzionale siglata con il consigliere pentastellato Claudio Fiorelli.

“A queste ambiguità noi abbiamo risposto con i fatti raccogliendo le nostre firme alle quali si sono aggiunte quelle del Consigliere Claudio Fiorelli per il Movimento 5 Stelle superando le ipocrisie del PD per condividere un obiettivo politico preciso: porre fine all’amministrazione Bandecchi”.

“Ciò detto, siamo disponibili a sostenere anche la strada della mozione di sfiducia. L’aspettiamo da giorni, ci siamo dichiarati disponibili ma finora non ci è stato sottoposto alcun testo. Allo stesso modo, non ha avuto alcun seguito quanto dichiarato dal PD regionale di cercare un incontro con tutte le opposizioni utile al raggiungimento dell’obiettivo”.

La chiusura della nota non lascia margini di mediazione: “Dal notaio mancano le loro firme. Sulla sfiducia aspettiamo ancora il testo e l’incontro. Il PD e le altre opposizioni esitanti smettano di misurare la determinazione degli altri e comincino a dimostrare la propria”.

L’equivoco su Alternativa Popolare e la separazione con Dimensione

Parallelamente al braccio di ferro interno all’emiciclo comunale, il dibattito pubblico è stato animato da un post diffuso sui canali social di Alternativa Popolare, che ha ingenerato confusione fra gli osservatori politici.

La comunicazione dava conto dell’incontro avvenuto a Roma tra il presidente di AP Paolo Alli, il tesoriere Angelo Capelli, il coordinatore per gli italiani nel mondo Massimo Romagnoli e il responsabile nazionale dell’organizzazione di FdI Giovanni Donzelli.

Un vertice in cui Alternativa Popolare ha manifestato la piena volontà di continuare un cammino comune con il centrodestra, dai territori fino alla scala nazionale delle elezioni politiche.

Chi ha interpretato quell'intesa come un salvagente per il sindaco Bandecchi o come una smentita al tentativo di mandarlo a casa a Terni, tuttavia, ha perso per strada le puntate precedenti e i passaggi formali avvenuti nei mesi scorsi.

I percorsi del primo cittadino ternano e della compagine guidata da Alli si sono infatti separati in via definitiva già lo scorso gennaio, attraverso una nota congiunta rilasciata dalle parti. A sancire visibilmente la rottura sul territorio è intervenuto anche il cambio di denominazione della sede ternana di piazza del Mercato.

Bandecchi, il partito Dimensione e le due strade che non si incrociano

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Lo stesso Bandecchi, del resto, aveva chiarito a più riprese la propria intenzione di mantenere provvisoriamente il nome del gruppo consiliare come Alternativa Popolare, pur ammettendo che, dopo la nascita di Dimensione, sarebbe stato più appropriato procedere a una variazione del nome.

Una verifica sul sito ufficiale di Alternativa Popolare conferma lo stato dell'arte: il ruolo di segretario nazionale ricoperto dal sindaco di Terni fino allo scorso mese di gennaio non figura più nei quadri dell'organigramma.

Come chiarito dal documento siglato a inizio anno da Alli e Bandecchi, la nascita di Dimensione è scaturita dall'esigenza di ampliare la proposta politica rivolgendosi a un target differenziato di elettori delusi.

La nota congiunta ha sancito l'avvio di un percorso parallelo: da una parte Alternativa Popolare nel solco del Partito Popolare Europeo e del popolarismo continentale, dall'altra il movimento Dimensione improntato ai valori dell’italianità.

Due rette parallele destinate a non incrociarsi, che lasciano intatta la dinamica locale di Terni, dove il destino dell'amministrazione si gioca sui numeri. Bandecchi ha spiegato più volte di essere certo di averli (e le ultime vicende consiliari lo hanno dimostrato), le opposizioni invece continuano a marciare divise e a dimostrare di non avere la forza di dare la spallata.

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