06 Nov, 2026 - 22:00

Un Museo del Risorgimento in Umbria, la proposta dell'Isuc

Un Museo del Risorgimento in Umbria, la proposta dell'Isuc

L'Umbria ha una storia legata a doppio filo alle vicende del Risorgimento italiano di cui custodisce numerose tracce. E proprio da questo presupposto l'Isuc, l'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea, ha lanciato una nuova sfida: dare vita al primo Museo del Risorgimento in Umbria dedicato al periodo 1798-1870.

Del progetto si è parlato questa mattina in una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni. Presenti la presidente Assemblea Legislativa Regione Umbria, Sarah Bistocchi, il presidente dell'Isuc, Alberto Stramaccioni, il docente di archivistica Mario Squadroni e la storica dell'arte, Vittoria Garibaldi.

Un Museo del Risorgimento in Umbria. Un volume raccoglie i materiali

A dare corpo a questa visione è un volume curato dall'Isuc e presentato oggi. Al suo interno, i materiali raccolti in due anni di lavoro da parte degli archivisti dell’Associazione nazionale archivisti italiani (Anai) nelle otto principali città dell’Umbria: Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Orvieto, Spoleto e Todi.

La pubblicazione comprende le schedature di documenti, memorie, pubblicazioni, bandiere, divise, armi, foto e ritratti pittorici conservati da enti pubblici e privati del territorio regionale.

Una costellazione che restituisce la memoria dell’attività patriottica che nel corso dei decenni ha attraversato l'Umbria e che potrebbe trovare una sede stabile in un unico spazio valorizzando pubblicamente quel patrimonio.

L'Umbria culla di un importante movimento risorgimentale

Proprio sulla presenza diffusa di queste esperienze e materiali si è soffermato Presciutti. "Un lavoro che auspichiamo possa continuare nel futuro, anche con il nuovo assetto dell’Istituto" ha affermato.

Stramaccioni ha riflettuto sul senso del lavoro fin qui portato avanti, "con l’obiettivo di rimettere al centro il periodo risorgimentale. Il lavoro di ricognizione archivistica, storiografica e documentale - ha aggiunto - è stato impostato con la finalità di arrivare alla realizzazione di un Museo del Risorgimento in Umbria".

L'Umbria, ha sottolineato, è stata la culla di un "importante movimento risorgimentale, le cui testimonianze non sono mai state raccolte in un solo luogo e spesso non sono accessibili al pubblico".

"La realizzazione del museo spetterà alle istituzioni, regionali e nazionali, che vorranno mettere valore pubblico i materiali raccolti dall’Istituto - ha detto -. Quindi l'invito ad "individuare una sede unica regionale, ma nel frattempo si potrebbero pubblicare online le immagini dei materiali a disposizione".

L'Umbria, come ha ricordato Squadroni, nei primi del Novecento ha visto nascere tre diversi musei dedicati al Risorgimento. Il primo ne 1904 a Palazzo Trinci a Foligno, poi a Perugia nel 1909 e a Gubbio nel 1936.

"Tre esperienze dalla vita travagliata - così le ha definite -, con problemi di spazio per l’esposizione di cimeli e documenti. Musei ormai chiusi, nati in seguito a singole iniziative realizzate nelle città, in occasione delle quali venivano raccolti e donati documenti e reperti da parte delle famiglie che avevano partecipato agli avvenimenti risorgimentali".

Al loro interno erano conservate "lettere, fotografie, dispacci, proclami e molti altri documenti che venivano repertati e inventariati per poi essere conservati nelle biblioteche o negli archivi dei Comuni".

E proprio l'impostazione unitaria di questo nuovo progetto potrebbe essere il presupposto per far sì che il museo veda la luce.

Vittoria Garibaldi, infine, ha aperto una parentesi sul "prezioso ruolo degli archivi, strumento importantissimo anche in questo caso. Il volume rende l’idea del grande lavoro che è stato svolto e del notevole patrimonio disponibile, tra documenti e reperti dell’epoca" ha concluso.

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