È stato accompagnato nella casa circondariale di Perugia-Capanne il 22enne indagato per una rapina avvenuta nei pressi di un supermercato Coop, in via Mario Magnini, a Perugia.
Il giovane, raggiunto da un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo, ha rifiutato l'installazione del braccialetto elettronico prevista dalla misura degli arresti domiciliari. Una circostanza che, come stabilito espressamente nel provvedimento, ha determinato l'applicazione della custodia cautelare in carcere.
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia e condotta dai Carabinieri, ha permesso di raccogliere elementi indiziari in relazione all'episodio dello scorso 27 agosto.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ventiduenne avrebbe partecipato all'aggressione di due persone insieme ad altri soggetti, al momento non identificati. Nel corso dell'azione sarebbe stato sottratto a una delle vittime un borsello con effetti personali e oggetti di valore.
Al giovane vengono contestati i reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Le ipotesi accusatorie riguardano sia la sottrazione dei beni sia le conseguenze fisiche riportate dalle due persone aggredite.
I fatti risalgono al 27 agosto e si sarebbero verificati nei pressi del supermercato Coop di via Mario Magnini. Stando agli elementi raccolti nel corso dell'attività investigativa, il 22enne avrebbe agito in concorso con altre persone, la cui identità non è stata ancora accertata. Le due vittime sarebbero state aggredite e, durante l'azione, una di loro sarebbe stata privata del proprio borsello.
All'interno si trovavano uno smartphone, denaro contante, carte di pagamento e un orologio da polso. La sottrazione ha costituito uno degli elementi al centro della contestazione di rapina aggravata formulata nei confronti del giovane.
La ricostruzione degli inquirenti attribuisce inoltre un ruolo all'utilizzo di una bottiglia di vetro, che sarebbe stata impiegata durante l'aggressione come oggetto atto a offendere.
La presenza di altre persone coinvolte è un ulteriore aspetto emerso dagli accertamenti. Secondo quanto riferito, il 22enne avrebbe preso parte all'azione insieme a soggetti che, allo stato, restano non identificati.
Le contestazioni riguardano quindi la condotta che sarebbe stata tenuta dal giovane e il presunto concorso con gli altri partecipanti. Gli elementi raccolti dalla Procura e dai Carabinieri hanno portato alla richiesta di una misura cautelare nei suoi confronti.
Particolarmente rilevanti sono state le conseguenze fisiche riportate dalle due persone aggredite. Una delle vittime ha subito un trauma con frattura delle ossa nasali, con una prognosi di 30 giorni. L'altra ha riportato invece policontusioni e un trauma cranico, per i quali è stata indicata una prognosi di sette giorni.
I quadri clinici descritti nella ricostruzione evidenziano la diversa entità delle lesioni riportate dalle persone coinvolte. Nel primo caso, la frattura delle ossa nasali ha comportato una prognosi di un mese; nel secondo, il trauma cranico e le policontusioni hanno determinato una prognosi più breve, pari a una settimana.
Le lesioni rappresentano uno degli elementi alla base dell'ipotesi di reato di lesioni personali aggravate formulata nei confronti del 22enne, alla quale si aggiunge la contestazione relativa alla sottrazione del borsello.
Al termine degli accertamenti, la Procura della Repubblica di Perugia ha richiesto nei confronti del giovane l'applicazione di una misura cautelare personale. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia ha accolto la richiesta, disponendo gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
Nell'ordinanza era stata tuttavia prevista una specifica alternativa: in caso di mancato consenso o di rifiuto all'installazione del dispositivo, sarebbe stata applicata la custodia cautelare in carcere. La condizione era dunque già contenuta nel provvedimento del gip e disciplinava le modalità di esecuzione della misura.
Quando i Carabinieri si sono presentati per dare attuazione all'ordinanza, il 22enne ha manifestato il proprio rifiuto all'installazione del braccialetto. Di conseguenza, in conformità a quanto stabilito dal giudice, i militari hanno proceduto con la custodia cautelare in carcere.
Il giovane è stato quindi accompagnato presso la casa circondariale di Perugia-Capanne, dove è stato tradotto dopo l'esecuzione del provvedimento. Gli arresti domiciliari con controllo elettronico, inizialmente disposti dal gip, non hanno potuto trovare applicazione proprio per il mancato consenso all'utilizzo del dispositivo. È così scattata la misura alternativa già prevista nell'ordinanza, con il trasferimento del 22enne in carcere.