Non soltanto una vetrina per le eccellenze della pasticceria italiana, ma un evento che ha saputo trasformare il centro storico di Spoleto in uno spazio di incontro tra tradizione gastronomica, promozione del territorio e partecipazione.
La settima edizione di Dolci d’Italia si chiude con un bilancio positivo, confermando le potenzialità della nuova formula che, dal 30 ottobre al 1° novembre, ha portato il festival fuori dalla tradizionale sede del Chiostro di San Nicolò, distribuendolo tra vie, piazze e palazzi storici di Spoleto. Tre giornate nelle quali la città ha fatto da cornice a mercati, degustazioni, dimostrazioni di pasticceria e appuntamenti rivolti a un pubblico eterogeneo.
La risposta dei visitatori, secondo il bilancio degli organizzatori, è stata incoraggiante: buona affluenza negli spazi espositivi, partecipazione significativa ai cooking show e iniziative per i più piccoli che hanno raggiunto il tutto esaurito. Un risultato che assume particolare rilievo alla luce del cambiamento introdotto quest’anno, con una manifestazione pensata per dialogare più direttamente con il tessuto urbano e commerciale.
A tracciare il bilancio è Aldo Amoni, presidente di Epta Confcommercio Umbria, che individua proprio nella scelta di una struttura diffusa il principale elemento di continuità e sviluppo per il festival. "Siamo molto soddisfatti della riuscita di questa settima edizione", ha detto Amoni.
«La scelta di portare dolci d'Italia nelle vie delle piazze e dei palazzi del centro storico si è dimostrata vincente, perché ha dato ai visitatori la possibilità di vivere pienamente non soltanto il festival, ma anche la città di Spoleto".
Il senso della nuova impostazione va oltre la semplice distribuzione degli stand. L’idea è quella di fare della città una parte integrante dell’esperienza, permettendo al pubblico di muoversi tra le produzioni dolciarie e i luoghi che caratterizzano il centro storico.
Una prospettiva che lega la promozione delle specialità italiane alla valorizzazione del patrimonio spoletino e che, nella valutazione degli organizzatori, ha trovato una prima conferma nella partecipazione registrata durante l’edizione 2026.
Tra i momenti di maggiore partecipazione della settima edizione si è distinto l’evento al Teatro Caio Melisso, protagonista di uno degli appuntamenti più rilevanti del programma.
Sabato 31 ottobre, la sala ha registrato il tutto esaurito per l’incontro con Ernst Knam, celebre maestro pasticcere conosciuto come il Re del Cioccolato, seguito dalla cerimonia di consegna del Premio Dolce Spoleto a Brunello Cucinelli.
Due protagonisti di primo piano, accolti da una platea gremita, che hanno contribuito a dare risalto a una delle giornate centrali della manifestazione.
Il riconoscimento conferito a Cucinelli si colloca inoltre nel percorso del Premio Dolce Spoleto, istituito per valorizzare figure capaci di distinguersi non soltanto per il successo professionale, ma anche per i valori umani e sociali.
Il tutto esaurito al Caio Melisso costituisce uno dei riscontri più evidenti della partecipazione registrata durante la settima edizione. Un risultato che si affianca a quello dei mercati e delle iniziative collaterali, restituendo il quadro di una manifestazione che ha saputo distribuire il proprio richiamo su più appuntamenti, senza concentrare l’interesse esclusivamente sugli ospiti più noti.
Tra gli appuntamenti più popolari di Dolci d’Italia, i Dolci da Record hanno rappresentato uno dei momenti di maggiore partecipazione. Per la prima volta, il festival ha proposto due grandi preparazioni collettive, coinvolgendo realtà del territorio e studenti dell’istituto alberghiero cittadino.
Venerdì 30 ottobre le Pro Loco del territorio hanno realizzato 30 metri di bignè, mentre domenica 1° novembre è stata la volta dei 60 metri di Mille S-Foglie d’Autunno, preparati dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Giancarlo De Carolis” di Spoleto.
La scelta di raddoppiare gli appuntamenti ha dato ulteriore visibilità a una delle formule più riconoscibili della manifestazione. Non soltanto la dimensione spettacolare delle preparazioni, ma anche il coinvolgimento delle Pro Loco e degli studenti ha contribuito a mettere in evidenza il rapporto tra tradizione gastronomica, competenze e territorio.
In particolare, la partecipazione dell’istituto alberghiero ha valorizzato il ruolo della formazione professionale, offrendo agli studenti l’opportunità di prendere parte a un’iniziativa di grande richiamo. Un elemento che arricchisce il significato dei Dolci da Record, inserendoli in un contesto nel quale la pasticceria diventa anche strumento di trasmissione di conoscenze e tradizioni.
La risposta del pubblico si è manifestata anche nelle attività rivolte alle famiglie. I laboratori di Piccoli Pasticceri Crescono, curati dall’associazione Il Filo Rosso a Palazzo Leti Sansi, hanno registrato il tutto esaurito, confermandosi tra le proposte più apprezzate dai visitatori.
L’iniziativa ha consentito ai bambini di avvicinarsi al mondo della pasticceria attraverso esperienze pratiche, affiancando agli appuntamenti rivolti agli appassionati un’offerta pensata per coinvolgere direttamente i più piccoli. La partecipazione registrata nei laboratori testimonia l’interesse per attività che coniugano gioco, apprendimento e scoperta delle tecniche di preparazione.
Buona anche la risposta alle Sweet Academy, il calendario di cooking show che ha visto alternarsi professionisti della pasticceria, chef e realtà del territorio. Le dimostrazioni hanno attraversato diverse espressioni dell’arte dolciaria, dalle ricette tradizionali alle interpretazioni contemporanee, comprese le preparazioni vegane e senza glutine.
Gli appuntamenti hanno offerto al pubblico occasioni di confronto con i protagonisti del settore, mostrando tecniche, lavorazioni e differenti approcci alla pasticceria. Un programma che ha contribuito a dare profondità alla proposta del festival, affiancando al mercato e alle degustazioni una dimensione formativa e divulgativa.
Il cuore espositivo della manifestazione è stato lo Sweet Show, il mercato dedicato alle produzioni dolciarie italiane, distribuito tra corso Mazzini, via Saffi e le Sale dell’ex Monte di Pietà. La nuova disposizione ha consentito di sviluppare un percorso tra specialità regionali, prodotti artigianali e tradizioni provenienti da diverse aree della penisola, inserendo l’offerta gastronomica direttamente nelle vie del centro.
La frequentazione degli spazi espositivi ha rappresentato un altro elemento positivo del bilancio. La distribuzione del mercato ha accompagnato i visitatori attraverso alcune delle aree più caratteristiche di Spoleto, collegando la scoperta delle produzioni dolciarie alla possibilità di vivere il patrimonio urbano.
Oltre allo Sweet Show, la Piazzetta del Gusto ha dato spazio alle specialità della tradizione spoletina, con il contributo delle Pro Loco di San Giacomo, San Brizio e Bazzano. A Palazzo GAL, invece, le attività hanno valorizzato prodotti e ingredienti del territorio, rafforzando il legame tra la proposta nazionale del festival e le realtà locali.
Il programma della settima edizione ha affiancato agli appuntamenti gastronomici anche iniziative culturali e di intrattenimento. Tra queste, la parata di artisti e saltimbanchi “La Meraviglia arriva in Borgo”, che ha animato corso Garibaldi, portando spettacoli itineranti nelle vie cittadine.
Gli appuntamenti musicali e il Trekking Urbano dedicato ai luoghi francescani hanno completato l’offerta, proponendo ulteriori occasioni per conoscere Spoleto attraverso il suo patrimonio storico e culturale. La manifestazione ha così ampliato il proprio raggio d’azione, offrendo un’esperienza che non si è esaurita nella degustazione e nell’acquisto dei prodotti, ma ha coinvolto anche la scoperta della città.
È proprio nell’integrazione tra pasticceria, territorio e partecipazione che si riconosce uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026. La scelta di distribuire gli appuntamenti nel centro storico ha consentito di costruire un percorso più articolato, rivolto a visitatori, famiglie e appassionati, e di valorizzare il contesto urbano nel quale il festival si è svolto.
Il bilancio positivo della settima edizione rappresenta per gli organizzatori anche una base di partenza in vista del prossimo appuntamento. La formula diffusa ha mostrato le proprie potenzialità, ma l’intenzione è quella di consolidarla ulteriormente, lavorando sull’ampliamento dell’area espositiva e sulla presenza degli operatori lungo il percorso cittadino.
Aldo Amoni ha già indicato la direzione per il 2027, con l’obiettivo di coinvolgere un numero maggiore di espositori nelle vie del centro, a cominciare da corso Garibaldi. L’intenzione è rendere il percorso più continuo e attrattivo, rafforzando al tempo stesso il rapporto con le attività commerciali e con le diverse aree interessate dalla manifestazione.
Nel comunicato di bilancio, il presidente di Epta Confcommercio Umbria ha ribadito la volontà di proseguire lungo questa strada, sottolineando i margini di crescita della nuova impostazione. "Naturalmente questa nuova formula ha anche margini di crescita. Per il 2027 vogliamo lavorare sull’ampliamento dell’area espositiva, portando un numero maggiore di operatori nelle vie del centro, a cominciare da Corso Garibaldi.
L’obiettivo è rendere ancora più continuo e attrattivo il percorso del festival, coinvolgendo sempre di più le attività commerciali e valorizzando tutte le aree interessate dalla manifestazione. Abbiamo intrapreso una direzione che riteniamo giusta e sulla quale intendiamo continuare a investire".
Il prossimo passaggio sarà quindi dare continuità a questo percorso, ampliando la presenza degli espositori e rafforzando il dialogo con le attività commerciali. Per gli organizzatori, la sfida del 2027 sarà consolidare una formula che ha trasformato Dolci d’Italia in un appuntamento capace di coinvolgere più direttamente il centro storico, con l’ambizione di rendere Spoleto sempre più protagonista della promozione della cultura dolciaria nazionale.