23 Oct, 2026 - 20:05

IA e sanità, il divario tra innovazione e servizi al centro di Orizzonti Digitali a Perugia

IA e sanità, il divario tra innovazione e servizi al centro di Orizzonti Digitali a Perugia

Le potenzialità dell’intelligenza artificiale crescono, ma la capacità di trasformarle in servizi diffusi e concretamente accessibili non procede sempre allo stesso ritmo.

È uno dei nodi emersi nel confronto di Orizzonti Digitali, il forum che dal 21 al 24 ottobre porta a Perugia il dibattito sull’innovazione tecnologica, con una giornata di incontri anche a Terni. 

Al centro della quarta edizione, dedicata a L’era della co-intelligenza, ci sono le opportunità offerte dall’IA e le difficoltà che ancora ne accompagnano l’applicazione nei diversi settori, dalla produzione industriale alla sanità.

La manifestazione è guidata scientificamente da Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia e tra i principali esperti internazionali nei campi della robotica e dell’intelligenza artificiale. Promosso da Confindustria Umbria, Umbria Digital Innovation Hub, ANCE Umbria, Umbria Business School e ITS Umbria Academy, il forum riunisce esperti, rappresentanti delle imprese, ricercatori e istituzioni per discutere gli effetti della trasformazione digitale e le condizioni necessarie a renderla efficace. 

L’edizione 2026 prevede circa 50 panel e coinvolge circa 200 relatori, con approfondimenti che spaziano dalla ricerca scientifica alla pubblica amministrazione, dalla formazione alla sostenibilità.

Intelligenza artificiale in sanità, il divario tra innovazione e assistenza

È soprattutto nel settore sanitario che emerge con particolare evidenza la distanza tra l’evoluzione delle tecnologie e la loro integrazione nei processi clinici e assistenziali.

L’intelligenza artificiale ha già trovato applicazione in diversi ambiti diagnostici, dove può contribuire a migliorare l’analisi delle immagini e il riconoscimento di elementi utili alla valutazione clinica. Più complesso è, invece, estendere questi risultati all’organizzazione complessiva dei servizi e alla gestione dei percorsi di cura.

Il tema è stato affrontato nel quadro del confronto sull’intelligenza artificiale e la salute, con attenzione alle opportunità della diagnostica e ai limiti che ne condizionano la diffusione.

La questione riguarda anche la telemedicina, la gestione delle informazioni e il possibile supporto degli algoritmi alle decisioni cliniche: ambiti nei quali la disponibilità di strumenti avanzati non basta, da sola, a garantire un cambiamento strutturale.

"L'intelligenza artificiale in ambito sanitario ha già documentato grandi risultati, soprattutto in campo diagnostico, dove in molte tecnologie, penso all'imaging, penso a tutta la diagnostica conoscopica, endoscopica, ha documentato una migliore accuratezza diagnostica.

Non sappiamo ancora se migliora gli esiti dei pazienti, però tutto questo rimane limitato all'uso dello strumento all'interno di una macchina diagnostica".

Il passaggio richiama una distinzione centrale nel dibattito: migliorare le prestazioni di un singolo strumento non equivale necessariamente a migliorare l’intero sistema di cura. Perché le innovazioni producano benefici più ampi occorre valutarne l’impatto sui percorsi assistenziali, sull’organizzazione dei servizi e, soprattutto, sugli esiti per i pazienti.

Sanità digitale, servono interventi di sistema

Il problema, secondo quanto emerso nel confronto, non si esaurisce nella disponibilità delle tecnologie, ma riguarda la capacità di inserirle in modo coordinato nei servizi.

Gli strumenti di intelligenza artificiale potrebbero trovare impiego anche nella gestione organizzativa delle strutture sanitarie e nel supporto ai processi decisionali, oltre che nelle singole attività diagnostiche. Per farlo, tuttavia, sono necessari investimenti, competenze e una strategia capace di accompagnare l’innovazione.

"Siamo in un momento storico in cui rileviamo un enorme divario tra l'avanzamento delle tecnologie in tutti i campi, in particolare in quello dell'intelligenza artificiale e della telemedicina, e le difficoltà del Servizio sanitario nazionale nell'integrare queste innovazioni nei processi clinico-assistenziali. Purtroppo, questo divario si allarga di anno in anno, fino a diventare quasi irraggiungibile".

Il tema si inserisce nel percorso di riflessione avviato dalla Regione Umbria sulla digitalizzazione della sanità e sull’integrazione delle nuove tecnologie nei servizi.

Nel programma del forum sono previsti specifici momenti dedicati all’IA nel processo diagnostico e al rapporto tra innovazione, assistenza e diritti di cittadinanza, con un’attenzione particolare alle difficoltà che interessano le aree interne e periferiche.

Robotica e industria, la sfida del trasferimento tecnologico

Il confronto di Orizzonti Digitali si estende alla robotica, uno dei settori nei quali il passaggio dalla ricerca alle applicazioni industriali rappresenta una delle principali sfide per l’innovazione. Le tecnologie sviluppate nei laboratori devono poter essere trasferite alle imprese, adattate alle loro esigenze e integrate nei processi produttivi, affinché il progresso scientifico si traduca in soluzioni utilizzabili e in nuove opportunità di sviluppo.

Il trasferimento tecnologico è quindi un passaggio decisivo per avvicinare il mondo della ricerca a quello produttivo. Non si tratta soltanto di sviluppare strumenti più sofisticati, ma di creare le condizioni perché le aziende possano adottarli, valorizzandone le potenzialità in termini di efficienza, organizzazione e competitività.

Il tema assume particolare rilievo in un contesto nel quale l’intelligenza artificiale sta modificando attività e modelli di lavoro. La collaborazione tra centri di ricerca, imprese e istituzioni è chiamata a sostenere questa trasformazione, riducendo la distanza tra le soluzioni disponibili e la loro effettiva applicazione nel tessuto economico.

IA e sport, dati e prevenzione degli infortuni

Tra gli ambiti affrontati c’è anche quello sportivo, dove l’analisi dei dati e l’IA stanno ampliando le possibilità di monitoraggio e valutazione delle prestazioni. L’elaborazione delle informazioni raccolte durante gli allenamenti può offrire indicazioni utili per personalizzare i carichi di lavoro e sostenere il miglioramento della performance agonistica.

Le applicazioni, tuttavia, non si limitano alla ricerca del risultato sportivo. I dati possono contribuire anche a individuare segnali di sovraccarico e a supportare le strategie di prevenzione degli infortuni. Come negli altri settori, l’efficacia degli strumenti dipende dalla capacità di interpretare le informazioni e inserirle nel lavoro quotidiano di tecnici e professionisti.

Intelligenza artificiale e sostenibilità, sotto esame i consumi energetici

Un ulteriore fronte riguarda il rapporto tra IA e transizione ecologica. Se le nuove tecnologie possono contribuire a ottimizzare processi e risorse, la loro crescente diffusione pone anche interrogativi sul consumo energetico necessario a sostenere infrastrutture e sistemi di elaborazione.

Il bilancio tra benefici e costi ambientali diventa quindi parte della discussione sul futuro digitale. L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento a sostegno della sostenibilità, ma il suo contributo deve essere valutato considerando anche le risorse necessarie per sviluppare e utilizzare i sistemi. Una questione che si intreccia con il tema più generale della responsabilità nell’adozione delle nuove tecnologie.

Orizzonti Digitali, incontri tra Perugia e Terni

Il programma della quarta edizione si articola in diversi luoghi di Perugia, tra cui la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni e l’Auditorium di Santa Cecilia, oltre ad altri spazi cittadini. Gli appuntamenti raggiungono anche Terni il 23 ottobre, ampliando il confronto sui temi dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale.

La manifestazione propone così un dialogo tra competenze e settori differenti, con l’obiettivo di approfondire non soltanto le potenzialità dell’innovazione, ma anche le condizioni necessarie per tradurla in risultati concreti. Dalla robotica alla sanità, dallo sport alla sostenibilità, il filo conduttore resta la capacità di accompagnare l’evoluzione tecnologica con scelte organizzative, investimenti e competenze adeguate.

È in questa prospettiva che si colloca il tema dell’“era della co-intelligenza”: non soltanto lo sviluppo di sistemi sempre più avanzati, ma la ricerca di un equilibrio tra strumenti digitali, capacità umane e bisogni della società. Una sfida che, come mostra il caso della sanità, si misura soprattutto nella possibilità di trasformare l’innovazione in servizi più efficaci e accessibili.

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