L’amministratore unico di Stadium Spa, Giuseppe Mangiarano, è ormai pronto a far partire la chiamata formale per la sottoscrizione del contratto definitivo di cessione del ramo d'azienda relativo alla clinica privata.
È il passaggio chiave dell’operazione Stadio-Clinica di Terni, ma sul tavolo del notaio che dovrà mettere in agenda l'eventuale rogito potrebbe schiantarsi la tegola dell'asta fallimentare fissata per il prossimo 17 novembre.
Già, perché oltre alle quote di Stadium S.p.A. andrà in vendita anche la titolarità dell'azione giudiziaria pendente relativa alla Ternana Women e, soprattutto, al terreno di Ternanello ceduti nel 2023 a Unicusano. Il sindaco Bandecchi si oppone a questa azione e potrebbe stoppare il closing.

A fine ottobre, come anticipato da Tag Umbria +, il responsabile unico del procedimento del Comune di Terni Piero Giorgini ha rilasciato la nuova determina con i permessi a costruire per stadio e clinica. Ora Stadium preme per andare alla firma.
La convocazione per il closing del contratto definitivo darebbe le ali alla costruzione del nuovo Liberati la società di scopo potrebbe incamerare i 14 milioni di euro pattuiti per il ramo d’azienda sanitario, risorse indispensabili per avviare il cantiere del nuovo stadio.
L’orientamento di Unicusano, tuttavia, viaggia verso la prudenza: l’ateneo telematico potrebbe non presentarsi alla firma o rifiutare la sottoscrizione del contratto definitivo.
A pesare sulla decisione - si apprende da fonti legali - sono gli elementi di novità sopravvenuti rispetto al momento della stipula del preliminare.
Quando le parti avevano raggiunto l'accordo iniziale, infatti, non esistevano né l’azione revocatoria depositata ad agosto dalla curatela fallimentare, né il bando d’asta sui beni societari.
A margine delle celebrazioni del 4 Novembre in piazza Tacito per la Festa delle Forze Armate, il sindaco di Terni e presidente di Unicusano, Stefano Bandecchi, è intervenuto pubblicamente.
Bandecchi ha confermato l'esistenza del vincolo, sottolineandone però le criticità sorte con gli organi fallimentari: “C'è un contratto in essere con l'Università Niccolò Cusano, che però deve superare alcuni punti perché la curatela ha messo in discussione certe questioni”.
Interpellato sull'eventualità di presentarsi all'asta del tribunale per riacquisire il bene alla cifra richiesta, la risposta è stata perentoria: “Ma guardi, io non ho nessuna intenzione di pagare due volte quello che ho già pagato e che è mio”.
Il presidente ha poi commentato con una battuta l'eventuale ingresso di altri soggetti: “Se viene qualcuno a comprarselo mi fanno una cortesia, gli faccio anche uno sconto”.
“Secondo me i curatori sono stati un po', come dire, azzardati in quello che hanno fatto - ha affermato chiudendo il discorso -. Però spero che la ragione torni per tutti. Io anche qui sono sereno, come nel consiglio comunale”.
Il vero nodo dell'asta fallimentare del 17 novembre riguarda il perimetro dei beni messi sul mercato dalla curatela. In vendita non c’è soltanto il 100% delle quote di Stadium S.p.A., ma anche la titolarità dell’azione giudiziaria pendente di nullità e revocatoria.
L’azione è stata promossa dai curatori fallimentari, il dottor Francesco Angeli e l’avvocato Ernesto Ferrara, proprio contro Unicusano. Il contenzioso tocca la proprietà del terreno destinato alla costruzione della clinica e le quote della Ternana Women.
Entrambi gli asset facevano parte del ramo d’azienda ceduto dalla Ternana Calcio prima del passaggio societario a Pharmaguida di Nicola Guida.

Per aggiudicarsi il pacchetto della curatela serve un’offerta minima non inferiore a 5,2 milioni di euro, a fronte di una base d'asta di 7 milioni. L'incertezza giuridica legata alla revocatoria rende l'esito dell'asta un fattore determinante per l’intero progetto.
Tra gli addetti ai lavori si fa strada l'ipotesi che la vendita del 17 novembre possa andare deserta. Una mancata aggiudicazione porterebbe a un secondo esperimento con ribasso del prezzo minimo.
Soltanto dopo quel passaggio potrebbero riaprirsi i canali di confronto tra i legali di Unicusano e la curatela fallimentare, aprendo scenari finora tutti da verificare.